Archivio mensile:novembre 2011

Archeologi a Paestum – Borsa Internazionale Turismo 2011

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3 giorni di lavoro, incontro e di festa. 1 albergo occupato,

16 regioni rappresentate: Piemonte, Liguria, Triveneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

79 di noi, mamme archeologhe e bambini compresi per la prima volta.

Archeologhe e archeologi, che resistono e sono disposti a farsi migliaia di chilometri di auto, treno, aereo, perché credono ancora che in Italia un’altra archeologia sia possibile

Oggi nessuno di noi è più solo. Siamo l’ANA.

http://about.me/assnazarcheologi

 

 

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Quirinale, una piazza che ha detto la verità

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Io e Teresa siamo arrivate di corsa, dopo una giornata spensierata trascorsa tra archeologi al Pigneto.
Per curiosità, incerte fino all’ultimo se passare da Palazzo Grazioli o Monte Citorio, poi definitivamente orientate verso il Quirinale dalle indicazioni di mia mamma che seguiva la diretta su SkyTg24.
La bandiera, quella sventolata proprio in via del Plebiscito dopo la vittoria di Pisapia e il trionfo dei 4 referendum, nella borsa già dalla mattina.
Lasciamo il motorino in via del Quirinale e ci avviamo, le luci azzurre delle macchine della Polizia sono sullo sfondo. Davanti all’entrata secondaria del Palazzo i corazzieri ridendo di cuore ci salutano, “Buonasera, buonasera!”. C’è traccia di tutto ciò che non possono dire in quei sorrisi e nell’entusiasmo frenato nei loro passi.

La folla fitta, composta, davanti alla Consulta è una botta nello stomaco.
Non pensavo che avrei visto questo giorno: troppe volte me ne ero illusa e poi lui, scartando sul fianco, utilizzando la balla quotidiana di cui ha disposto di default per 1.283 giorni (a questo giro, ché altre migliaia di albe ce le siamo perse nelle sue fallimentari precedenti esperienze di governo), riusciva a concordare un prezzo per tenere legate a sé mandrie di incompetenti, prostitute e servi.
Termini tecnici, i miei, come il futuro Governo (questo sì, con la lettera maiuscola), del tutto scevri da animosità e rancore. Altrimenti sarebbero ben peggiori.

La meraviglia della serata del 12 novembre sta tutta nelle parole dei Carabinieri che, spalle al Quirinale e viso tra la gente, ne condividono i suoi stessi pensieri: “Speriamo si dimetta davvero“, “Se non si presenta so dove andare a prenderlo, per capelli” – la gente ride e gli ricorda la capigliatura dipinta dell’individuo in questione – “Ah no, vabbé.. basta che lo prendo“, “Questo ha rotto i coglioni, se fosse per me lo lascerei alla folla“.
Nella orchestra e nel coro che hanno eseguito l’Alleluia, simboli di quella cultura schiacciata e lasciata morire di stenti negli ultimi anni ignoranti eppure presuntuosamente saccenti.
Nel coro compatto, all’unisono da parte a parte della piazza, “Fuori la mafia dallo Stato“, che gronda pesantemente emozione e determinazione e ti restituisce quell’appartenenza ad una Nazione che era rimasta da parte, sotto una coltre di polvere: perché sei tra migliaia che la pensano come te, cui nessuno ha dato voce per troppo tempo.

C’è chi parla di ‘ineleganza’, oggi, di ‘espressioni esagerate’.
Son gli stessi che hanno vilipeso la bandiera, esposto mortadelle e fatto a botte in Parlamento, dato accesso alle loro amanti ai posti di responsabilità (anche a sinistra, sì: ché tutti lo sanno ma sui giornali queste storie non approdano), ridotto a brandelli la Scuola e riscritto i libri per prendersi quell’autorevolezza che i fatti e le capacità mentali non possono loro dare.
E chi ha fatto della mistificazione delle informazioni uno stile di vita, che ancora ieri sera a RadioRai parlava di “poche centinaia di persone che hanno intonato a tratti l’Inno di Mameli davanti al Quirinale“: la vostra ridicola inconsistenza, belli miei, si commenta da sola.
E come si domandava già stanotte Stefano Menichini: “Un tema fra tanti: quasi tutti i giornalisti sotto i 45 anni si sono formati nell’Italia di Berlusconi. Ora saranno capaci di cambiare?

Ai problemi veri, pressanti, penseremo da domani.
Non sono un’esperta di economia, come i milioni di commissari tecnici, ex skipper di Luna Rossa, direttori sportivi della Ferrari miei connazionali.
Sono ignorante a riguardo e non me ne vergogno. Capisco di beni culturali, di nuovi media, ho una testa pensante e questo mi basta.
E voglio una nuova generazione al governo di questo Paese, una Prossima Italia che non può più aspettare.

Tromboni del disappunto sempre pronti a trovare pagliuzze negli occhi altrui, tacete: gioiamo oggi, che la vita è breve.
Chi salta, canta e sorride in questa domenica di sole non è imprudente, inconsapevole o all’oscuro dei profondi misteri dei difficili giorni che ci aspettano, che credete noti solo a voi.
Oggi è una bella giornata. Punto.

A Peppino, che non ha fatto in tempo a vedere questo giorno
ma l’ha aspettato a lungo nel suo cuore 

 

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Felicità – Με μια σου ματιά

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“La Grecia è al collasso, gli iraniani sono sempre aggressivi, e Roma è allo sbando. Bentornati al 430 a. C.”

Claudio Calicchia

Questa mattina Dino Amenduni, in uno dei suoi centinaia di tweet di resistenza, invitava a cantare “Don’t cry for me Argentina”. E mentre lo spread “vola”, i “mercati sono in tensione”,  gli ispettori di Bruxelles e Francoforte sbarcano a Fiumicino non resta forse che l’ironia.

Ma niente inglese, per carità.
Torniamo alle radici profonde, quelle che non gelano mai, in un’apoteosi di nazionalpopolare.
Pronti? Cantiamo!

 

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Ancora sul Foro di Augusto

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Nei giorni scorsi David Perluigi ha denunciato dalle pagine de ilfattoquotidiano.it, ripreso poi da questo blog, la presenza di una vera e propria discarica entro il Foro di Augusto a Roma.

Simone Massi, archeologo 2.0 e quindi curioso di carattere e professione, ha fatto un giro nella zona incriminata e scattato fotografie che non lasciano spazio per l’immaginazione (e le scuse).

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Statisti #acasa

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NOV 11

Ore 22 e 47
++ CRISI:CALDEROLI,NIENTE DL?UNA VOLTA CALATE LE BRAGHE.. ++
DISAPPUNTO MINISTRO PER MANCATO DECRETO, VOLANO UCCELLI PADULI
(ANSA) – ROMA, 2 NOV – «Decreto legge alla memoria: quando si calano le braghe bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perchè svolazzano i temuti uccelli paduli…». Così il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli esprime il suo «totale disappunto» per la mancata approvazione delle misure anticrisi per decreto. (ANSA).
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Via Domitiana, 2011 d. C.

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In un interessante pezzo su il Post di oggi, Luca Molinari racconta il destino della via Domitiana in età contemporanea.

Sembra un fotomontaggio quello proposto da Giovanni Izzo, invece è esattamente il paesaggio che l’architetto Beniamino Servino ha individuato lungo la litoranea casertana, area fortemente (e sconsideratamente) urbanizzata nell’ultimo cinquantennio.

Probabilmente non è un abuso, e quel frammento di strada sopravvissuto ad Alarico ed ampliata nel Medioevo non poteva che essere circondata in questo modo, piuttosto che essere smantellata nella notte.”

Può darsi. A me ricorda tanto un villaggio Hobbit.

L’articolo integrale è qui.

 

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