Archivio mensile:aprile 2012

Partigiane in città

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Forse crediamo di sapere già tutto quel che c’è da conoscere sul 25 aprile, convinti che le pagine dei libri di scuola e i documentari in televisione abbiano rivelato ciò che val la pena sapere sui giorni che cambiarono l’Italia 67 anni fa.
Eppure a sfogliare “Partigiane in città“, il poderoso lavoro compiuto dal gruppo di ricerca  “Toponomastica femminile” sulle donne protagoniste della Resistenza, ci si rende conto subito di aver perso un pezzo importante di storia. Almeno finora.
L’idea di censire le vie dedicate alle martiri dell’antifascismo è venuta alla venticinquenne Giulia Salomoni, un’emiliana cresciuta tra strade dedicate a staffette e combattenti.
Ha imparato a conoscerne nomi ed azioni fin da piccola e dunque a mantenerne viva memoria: un esempio utile a ribadire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il ruolo fondamentale che le scelte toponomastiche giocano nell’educazione delle giovani generazioni.
La proposta di Giulia ha preso il volo sulla rete e nelle ultime settimane le ricercatrici guidate da Maria Pia Ercolini hanno coperto l’intera rete stradale nazionale.
Il risultato di questo intenso studio, costato non poche ore di sonno alle attiviste volontarie, è disponibile proprio dal 25 aprile sul sito www.toponomasticafemminile.it : un lungo elenco di nomi e biografie, racconti di vita e di morti cruente che riportano alla giusta dimensione, quella del ricordo granitico e non occasionale, le azioni coraggiose di migliaia di donne che fecero dell’antifascismo e della lotta per la libertà la ragione del proprio esistere.
Una pagina della nostra storia forse non in primissimo piano, i cui numeri fanno però riflettere: secondo l’ANPI, infatti, le donne partigiane combattenti furono 35 mila e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna. 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate. 1070 caddero in combattimento e 19 vennero, nel dopoguerra, decorate di Medaglia d’oro al valor militare. (Fonte: http://www.anpi.it/donne-e-uomini/)
Roma, medaglia d’oro alla Resistenza, ha fino ad oggi dedicato una strada a 34 combattenti: le loro biografie contenute in “Partigiane in città” descrivono un quadro eterogeneo per provenienza (dalla contadina aretina Modesta Rossi Palletti alla crocerossina Tina Lorenzoni, alla nobile Fulvia Ripa di Meana) e per le attività intraprese (la partecipazione all’assalto ai forni di Roma di Caterina Martinelli, Carla Capponi e l’attentato di via Rasella, la difesa dei figli dall’arresto di Rosa Guarnieri Carducci) ma assolutamente coerente dal punto di vista degli obiettivi.
Venivano da mondi ed esperienze diverse, ma erano consapevoli che “la cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte“, come ha detto la staffetta novantenne Teresa Mattei.
Ancora oggi, dal palco della tradizionale manifestazione in Porta San Paolo, la partigiana Luciana Romoli in un discorso molto commovente ha potuto ribadire “Finché sarò in vita resterò fedele a quel passato“.
A noi, novelle staffette, non resta che portare nel tempo il testimone di ciò che è stato e non lasciarne mai cadere il ricordo e, quindi, la nostra identità.
Partigiane cui sono state dedicate strade, parchi e scuole a Roma:
Giulia
Ines Bedeschi
Ancilla Marighetto
Anna Maria Enriquez
Cecilia Deganutti
Clorinda Menguzzato
Gabriella Degli Esposti
Irma Bandiera
Irma Marchiani
Lidia Bianchi
Modesta Rossi Palletti
Norma Fratelli Parenti
Rita Rosani
Tina Lorenzoni
Virginia Tonelli
Iris Versari
Fulvia Ripa di Meana
Caterina Martinelli
Nilde Iotti
Camilla Ravera
Cesira Fiori
Anna Gobetti
Alda Costa
Elvira Pajetta
Carla Capponi
Natalia Ginzburg
Oriana Fallaci
Lavinia Mazzucchetti
Barbara Allason
Mafalda di Savoia
Teresa Gullace
Rosa Guarnieri Carducci
Vittoria Nenni
Settimia Spizzichino
Il pezzo è anche su Paese Sera del 26 aprile 2012

Archeotrekking urbano a Roma

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Cosa fate domenica?

In occasione della XIV Settimana della Cultura (14-22 aprile 2012), l’Associazione Nazionale Archeologi in collaborazione con l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino ad duas lauros presenta l’iniziativa “Alla scoperta dell’Ecomuseo Casilino ad duas lauros”: un itinerario di visita guidata, condotto da archeologi professionisti nel territorio del VI Municipio, per scoprirne il ricco patrimonio archeologico.
L’evento è GRATUITO.

Domenica 22 aprile 2012 ore 16.00-19.00

Roma pagana e Roma cristiana: sulle orme di pellegrini, santi e imperatori tra la Prenestina e la Casilina.
Archeotrekking urbano con visita guidata ai principali monumenti del territorio su un itinerario di 5 km.

Partenza da Porta Maggiore alle ore 16.00

Soste intermedie: ore 17.00 Torrione; ore 18.00 Villa Gordiani (presso il mausoleo di Tor de’ Schiavi)

Arrivo presso il Mausoleo di Sant’Elena a Villa De Santis ore 19.00 circa.

Per info e prenotazioni: lazio@archeologi.org | 349 2819481

 

«Sono greca e voglio andare a casa»

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«Είμαι Ελληνίδα και θέλω να πάω σπίτι μου»

«Sono greca e voglio andare a casa» | «I’m Greek and I want to go home» |


I Marmi del Partenone fanno parte di una collezione nota come marmi di Elgin, una raccolta di sculture greche in marmo dell’età classica (prodotte per lo più da Fidia e dai suoi allievi), di iscrizioni ed elementi architettonici che originariamente facevano parte del Partenone e di altri edifici sull’Acropoli di Atene.
Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano tra il 1799 ed il 1803, ottenne dalle autorità ottomane un permesso (ancora oggi controverso) di rimuovere tali pezzi dall’Acropoli e portarli in Inghilterra.

The Parthenon Marbles, forming a part of the collection known as the Elgin Marbles,  are a collection of classical Greek marble sculptures (mostly by Phidias and his pupils), inscriptions and architectural members that originally were part of the Parthenon and other buildings on the Acropolis of Athens.
Thomas Bruce, 7th Earl of Elgin, the British ambassador to the Ottoman Empire from 1799–1803, obtained a controversial permit from the Ottoman authorities to remove pieces from the Acropolis.

[Keep Talking Greece]

Perché vuoi fare l’archeologo se puoi diventare centurione?

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Sembra essere il solito pomeriggio di aprile nella valle del Colosseo, dove il lungo cordone di turisti è al suo posto davanti ai vomitoria, i corridoi d’acceso dell’anfiteatro.
Una bancarella vende improbabili souvenir e i gatti sonnecchiano sulle pendici del tempio di Venere e Roma, per nulla disturbati dalle voci delle guide turistiche che si mescolano nell’aria in una decina di lingue diverse.
Il consueto scenario, sì, se non fosse per la parata di auto bianche di cui non si capisce l’utilità, sempre che non abbiano aperto nottetempo una nuova concessionaria tra le aiuole della più celebre piazza di Roma.
Non ce ne stupiremmo, in tutta sincerità.

Uno sguardo più attento e ravvicinato rivela che le 7 macchine e il furgone, perfettamente allineati lungo la grande aiuola quadrata dove un tempo era la statua colossale di Nerone, appartengono alla polizia municipale (anzi, no: al Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, per la precisione). Poco più in là, verso via Labicana, c’è ancora un altro mezzo di servizio che rompe l’unità dello schema lineare ma consente di presidiare l’area anche verso est.
Allora è un attimo rendersi conto che i furgoni dei paninari sono spariti, che non ci sono più in giro i venditori di Colossei ingabbiati in prismi di finto cristallo, di pallette che si schiantano al suolo e poi si ricompongono e di misteriosi oggetti volanti (e ricadenti sulla testa di chi passa). E dove sono finiti i figuranti con le scope e i boa rossi in testa che scimmiottano i legionari romani? Che anche a chiamarli centurioni ci vuol coraggio, perché quelli veri erano tutta un’altra storia.
Sarà l’effetto dei controlli della polizia municipale, scesa in campo massicciamente, ma Piazza del Colosseo ha un aspetto talmente “normale” da far pensare che ci stiano girando un film e che abbiano momentaneamente spostato altrove tutte le attrazioni (e le degenerazioni) kitsch che la contraddistinguono.
E infatti basta guardarsi bene attorno per scoprire che i “centurioni” si sono, appunto, solo spostati e continuano ad esercitare sulle scale che collegano via dei Fori Imperiali al soprastante largo Agnesi. Proprio di fronte alle auto del corpo municipale, peraltro, da cui sono visibilissimi.

I molti sostenitori di questo primo risultato plaudono all’iniziativa della nuova Soprintendente ai Beni Archeologici, Mariarosaria Barbera, che in una lettera ha preso posizione nei confronti del profondo degrado in cui versava l’area con un semplice atto di buonsenso mancato ai suoi predecessori. Un documento che non è un ultimatum, ma un vero e proprio studio di tutti i vincoli che riguardano la zona a partire dal 1986: in troppi, in fondo, dimenticano che non si tratta solo di un’isola pedonale per passanti e turisti, ma di una delle più importanti aree archeologiche del mondo.

La ferma richiesta di ripristino della legalità della Barbera ha suscitato, però, scontento soprattutto negli abusivi che, travestiti da antichi romani, trascorrono la giornata nella piazza chiedendo ai turisti cifre dai 5 ai 20 euro (e forse più) per una fotografia assieme a loro. Si è assistito anche a una levata di scudi da più versanti in difesa del fenomeno folkloristico, che a detta di molti va regolamentato dotando i figuranti di una regolare licenza come artisti di strada, che comporti per loro l’obbligo di emissione di fattura.
Tutto ampiamente condivisibile, se non fosse per la contemporanea delibera comunale che agli artisti di strada proibisce proprio di esibirsi “in prossimità di luoghi di culto, scuole, a ridosso di beni artistici e culturali”: una sfacciata contraddizione in termini cui la presente amministrazione ci ha, però, abbastanza abituati.

Per tacere poi dell’importanza assunta dal problema dei figuranti, che sembra esser diventato tutt’a un tratto pressante e necessitare di una risoluzione al più presto, se non suonasse come beffa nei confronti dei veri professionisti della cultura, che il riconoscimento giuridico lo chiedono a gran voce da decenni e che nella politica hanno raramente incontrato appoggi favorevoli alla causa.
Che all’esercito realmente necessario di antropologi, archeologi, archivisti, bibliotecari, conservatori scientifici, restauratori e storici dell’arte si preferisca quello finto, con le corazze e le spade di plastica e gli scopettoni in testa, non è nemmeno più una ridicola metafora ma la condizione amara di questo paese.

[Il pezzo è anche su Paese Sera del 12 aprile 2012]

Pasqua e Pasquetta al Museo: siti archeologici e mostre visitabili nel Lazio nei giorni 8 e 9 aprile 2012

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In occasione delle festività pasquali, domenica 8 e lunedì 9 aprile, molti luoghi della cultura statali rimarranno aperti in via straordinaria.
In due giornate tradizionalmente dedicate al riposo e allo svago, tutti i cittadini italiani e i turisti stranieri sono quindi invitati a conoscere e riscoprire il patrimonio storico artistico italiano tra musei, aree archeologiche, monumenti, archivi e biblioteche.

Di seguito le aperture straordinarie nella regione LAZIO.

LAZIO    
Area Archeologica di Cassino Cassino FR 9.00 – 20.00 9.00 – 20.00
Museo Archeologico Nazionale di Cassino Cassino FR 9.00 – 20.00 9.00 – 20.00
Abbazia di Trisulti Collepardo FR 9.30 -12.30 / 15.00 – 18.00 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.00
Abbazia di Casamari Veroli FR 8.30 -18.30 8.30 -18.30
Museo Archeologico Nazionale Formia LT 8.30 -19.30 8.30 -19.30
Teatro Romano e Antiquarium Minturno LT 8.30 -19.00 8.30 -19.00
Abbazia di Fossanova Priverno LT 7.00 -12.00 / 16.00 – 19.00 7.00 -12.00 / 16.00 – 19.00
Area Archeologica Sperlonga LT 8.30 -19.30 8.30 – 19.30
Museo Archeologico Nazionale Sperlonga LT 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Museo Archeologico e scavi di Lucu Feroniae Capena RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Museo nazionale Cerite Cerveteri RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Necropoli della Banditaccia – Tombe etrusche e Museo Cerveteri RM 8.30 – 18.30 8.30 – 18.30
Museo Nazionale Archeologico Civitavecchia RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Villa di Orazio – Area Archeologica Licenza RM 9.00 – 19.00
Area Archeologica di Gabii Montecompatri RM aperto su prenotazione aperto su prenotazione
Museo delle navi romane Nemi RM 9.00 – 19.00 9.00 – 19.00
Castello di Giulio II Ostia Antica RM 10.00 -12.00 10.00 -12.00
Museo Archeologico Nazionale Prenestino Palestrina RM 9.00 – 19.00 9.00 – 19.00
Anfiteatro Flavio – Colosseo Roma RM 9.00 – 18.00 9.00 – 18.00
Foro Romano e Palatino Roma RM 8.30 – 18.45 8.30 – 18.45
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Roma RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Galleria Spada Roma RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Galleria Corsini Roma RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Galleria Borghese Roma RM 9.00 – 19.00 9.00 – 19.00
Castel Sant’Angelo Roma RM 9.00 – 19.30 9.00 – 19.30
Palazzo Barberini Roma RM 8.30 – 19.00 8.30 – 19.00
Museo degli Strumenti Musicali Roma RM 8.00 – 19.00 8.00 – 19.00
Palazzo Venezia Roma RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Istituto Nazionale per la Grafica Roma RM 10.00 – 19.00 10.00 – 19.00
Istituto Nazionale per la Demoetnoantropologia Roma RM 9.00 – 19.30 9.00 – 19.30
MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo Roma RM 11.00 – 19.00 11.00 – 19.00
Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci” Roma RM 9.00 – 19.30 9.00 – 19.30
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia Roma RM 8.30 – 18.30 8.30 – 18.30
Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” Roma RM chiuso 9.00 – 13.30
Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano Roma RM 9.00 – 18.45 9.00 – 18.45
Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps Roma RM 9.00 – 18.45 9.00 – 18.45
Crypta Balbi Roma RM 9.00 – 18.45 9.00 – 18.45
Capo di Bove Roma RM 10.00 – 16.30 10.00 – 16.30
Villa dei Quintili Roma RM 9.00 – 17.30 9.00 – 17.30
Malborghetto Roma RM 9.00 – 13.00 / 15.00 – 17.30 9.00 – 13.00 / 15.00 – 17.30
Cecilia Metella Roma RM 9.00 – 17.30 9.00 – 17.30
Palazzo Massimo Roma RM 9.00 – 18.45 9.00 – 18.45
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Roma RM 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Scavi di Ostia antica Roma RM 8.30 – 18.00 8.30 – 18.00
Terme di Caracalla Roma RM 9.00 – 18.00 9.00 – 18.00
Parco delle Tombe Latine Roma RM aperto su prenotazione aperto su prenotazione
Museo nazionale dell’Alto Medioevo Roma RM 9.00 -13.30 9.00 -13.30
Vittoriano-Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II Roma RM 9.30 – 19.30 9.30 – 19.30
Area Archeologica di Veio Roma RM 8.00 – 14.00 8.00 – 14.00
Antiquarium di Pyrgi Santa Marinella RM 9.00 – 19.00 9.00 – 19.00
Monastero di San Benedetto Sacro Speco Subiaco RM 9.00 – 12.30 / 15.00 – 18.30 9.00 – 12.30 / 15.00 – 18.30
Monastero di Santa Scolastica Subiaco RM 9.30 – 12.15 / 15.45 – 18.30 9.30 – 12.15 / 15.45 – 18.30
Villa d’Este Tivoli RM 8.30 – 18.45 8.30 – 18.45
Area del foro e domus private della città romana di Volsinii Bolsena VT 8.00 – 14.00 8.00 – 14.00
Museo Archeologico di Vulci Canino VT 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Palazzo Farnese Caprarola VT 8.30 – 18.45 8.30 – 18.45
Forte Sangallo e Museo archeologico dell’Agro Falisco Civita Castellana VT 9.00 – 19.00 9.00 – 19.00
Palazzo Altieri Oriolo Romano VT 8.30 – 19.00 8.30 – 19.00
Museo Nazionale di Tarquinia Tarquinia VT 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Necropoli di Monterozzi (tombe etrusche) Tarquinia VT 8.30 – 18.30 8.30 – 18.30
Area Archeologica Madonna dell’Olivo Tuscania VT aperto su prenotazione aperto su prenotazione
Museo Nazionale Archeologico Tuscania VT 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Museo Nazionale Etrusco di Viterbo – Rocca Albornoz Viterbo VT 8.30 – 19.30 8.30 – 19.30
Villa Lante della Rovere Viterbo VT 8.30 – 17.30 8.30 – 17.30