Partigiane in città

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Forse crediamo di sapere già tutto quel che c’è da conoscere sul 25 aprile, convinti che le pagine dei libri di scuola e i documentari in televisione abbiano rivelato ciò che val la pena sapere sui giorni che cambiarono l’Italia 67 anni fa.
Eppure a sfogliare “Partigiane in città“, il poderoso lavoro compiuto dal gruppo di ricerca  “Toponomastica femminile” sulle donne protagoniste della Resistenza, ci si rende conto subito di aver perso un pezzo importante di storia. Almeno finora.
L’idea di censire le vie dedicate alle martiri dell’antifascismo è venuta alla venticinquenne Giulia Salomoni, un’emiliana cresciuta tra strade dedicate a staffette e combattenti.
Ha imparato a conoscerne nomi ed azioni fin da piccola e dunque a mantenerne viva memoria: un esempio utile a ribadire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il ruolo fondamentale che le scelte toponomastiche giocano nell’educazione delle giovani generazioni.
La proposta di Giulia ha preso il volo sulla rete e nelle ultime settimane le ricercatrici guidate da Maria Pia Ercolini hanno coperto l’intera rete stradale nazionale.
Il risultato di questo intenso studio, costato non poche ore di sonno alle attiviste volontarie, è disponibile proprio dal 25 aprile sul sito www.toponomasticafemminile.it : un lungo elenco di nomi e biografie, racconti di vita e di morti cruente che riportano alla giusta dimensione, quella del ricordo granitico e non occasionale, le azioni coraggiose di migliaia di donne che fecero dell’antifascismo e della lotta per la libertà la ragione del proprio esistere.
Una pagina della nostra storia forse non in primissimo piano, i cui numeri fanno però riflettere: secondo l’ANPI, infatti, le donne partigiane combattenti furono 35 mila e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna. 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate. 1070 caddero in combattimento e 19 vennero, nel dopoguerra, decorate di Medaglia d’oro al valor militare. (Fonte: http://www.anpi.it/donne-e-uomini/)
Roma, medaglia d’oro alla Resistenza, ha fino ad oggi dedicato una strada a 34 combattenti: le loro biografie contenute in “Partigiane in città” descrivono un quadro eterogeneo per provenienza (dalla contadina aretina Modesta Rossi Palletti alla crocerossina Tina Lorenzoni, alla nobile Fulvia Ripa di Meana) e per le attività intraprese (la partecipazione all’assalto ai forni di Roma di Caterina Martinelli, Carla Capponi e l’attentato di via Rasella, la difesa dei figli dall’arresto di Rosa Guarnieri Carducci) ma assolutamente coerente dal punto di vista degli obiettivi.
Venivano da mondi ed esperienze diverse, ma erano consapevoli che “la cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte“, come ha detto la staffetta novantenne Teresa Mattei.
Ancora oggi, dal palco della tradizionale manifestazione in Porta San Paolo, la partigiana Luciana Romoli in un discorso molto commovente ha potuto ribadire “Finché sarò in vita resterò fedele a quel passato“.
A noi, novelle staffette, non resta che portare nel tempo il testimone di ciò che è stato e non lasciarne mai cadere il ricordo e, quindi, la nostra identità.
Partigiane cui sono state dedicate strade, parchi e scuole a Roma:
Giulia
Ines Bedeschi
Ancilla Marighetto
Anna Maria Enriquez
Cecilia Deganutti
Clorinda Menguzzato
Gabriella Degli Esposti
Irma Bandiera
Irma Marchiani
Lidia Bianchi
Modesta Rossi Palletti
Norma Fratelli Parenti
Rita Rosani
Tina Lorenzoni
Virginia Tonelli
Iris Versari
Fulvia Ripa di Meana
Caterina Martinelli
Nilde Iotti
Camilla Ravera
Cesira Fiori
Anna Gobetti
Alda Costa
Elvira Pajetta
Carla Capponi
Natalia Ginzburg
Oriana Fallaci
Lavinia Mazzucchetti
Barbara Allason
Mafalda di Savoia
Teresa Gullace
Rosa Guarnieri Carducci
Vittoria Nenni
Settimia Spizzichino
Il pezzo è anche su Paese Sera del 26 aprile 2012
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