Archivio mensile:giugno 2012

No alla divisione dei giganti di Monte Prama

Standard

APPELLO DI Marcello Madau, Carlo Tronchetti, Fabio Isman, Giulio Angioni, Paolo Bernardini, Alberto Moravetti, Marco Milanese, Giuseppina Manca di Mores, Emanuela Atzeni, Franco G.R. Campus, Alberto Gavini, Valentina Porcheddu, Luca Sanna, Laura Soro

Il complesso archeologico di Monte Prama (comune di Cabras, OR) in Sardegna è uno dei più impressionanti gruppi scultorei del mondo antico, costituito da almeno 28 statue colossali di guerrieri di età nuragica e di 16 modelli di nuraghe, indicativamente databili nella seconda metà dell’VIII sec. a.C.
Rinvenuto casualmente nel 1974 e recuperato da due immediate campagne di scavo, dopo l’esposizione di pochi esemplari al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e la permanenza pluridecennale degli altri materiali nei suoi magazzini, il complesso è stato da poco restaurato su un totale di oltre cinquemila frammenti, ed è attualmente esposto al Centro di restauro e conservazione dei beni culturali (Li Punti-Sassari).

Di fronte al legittimo obiettivo di restituire al territorio di origine questo straordinario ‘bene comune’ e ricomporre con esso i segni fondamentali dell’identità, ospitandoli in una struttura adeguata e facendone segno di sviluppo sostenibile, si sta purtroppo affermando l’idea di separare il gruppo in almeno due nuclei: uno al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, parrebbe con la scelta dei pezzi ‘più significativi’ (!), uno al Civico Museo Archeologico di Cabras (nelle sale di futura realizzazione, il cui progetto è stato aggiudicato), e forse qualcosa nel Centro di restauro e conservazione dei beni culturali di Li Punti.

Tale divisione ci appare errata: confligge con il concetto basilare in archeologia, e nei beni culturali, della inseparabilità di un contesto e del superamento delle vecchie concezioni antiquarie, patrimonio di battaglie e alte riflessioni dalla seconda metà del Novecento.
Tale inseparabilità non è una pura petizione di principio, ma la condizione più efficace per poter effettuare lettura, interpretazione e godimento di tale bene.
La rinnovata attenzione dei territori e l’affermarsi del concetto dei beni comuni portano a pensare che la sede ideale di tutto il gruppo non possa che essere quella del territorio di Cabras. Auspichiamo perciò che si concretizzi la realizzazione della nuova sede museale, opportunamente rimodulata, ove necessario, per ospitare tutto il complesso archeologico con la massima qualità museologica.

I promotori si appellano ai cittadini e alle istituzioni affinché:
il complesso di Monte Prama non venga diviso;
– il complesso di Monte Prama risieda nel territorio di Cabras, in una sede museale dedicata e adeguata a natura e importanza del ritrovamento;
– tale allocazione sia da interfaccia alla ripresa delle ricerche nel sito, peraltro prevista;
– in attesa che tali condizioni di realizzino, venga mantenuta l’unitarietà del gruppo: ci sono ragioni a favore di una sua permanenza temporanea nel Centro Regionale di Li Punti, dove sono già esposte, come nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, dove avrebbe grande visibilità: tale scelta va fatta al più presto, valutandone gli aspetti positivi prevalenti, e lanciando costantemente il progetto di collocazione finale;
– una volta allocato il gruppo definitivamente nel suo territorio di origine, sia il Museo Nazionale di Cagliari sia il Centro di Restauro di Li Punti vengano dotati di copie a regola d’arte (verificata l’assenza di rischi per tale realizzazione) o altra idonea documentazione sostitutiva mediante l’impiego di tecnologie avanzate.

Il link alla petizione on line:
http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-divisione-di-statue-e-contesto-archeologico-di-monte-prama/7363

Roma Capitale dell’editoria archeologica

Standard

Con l’estate ritorna il consueto appuntamento con il Salone dell’Editoria Archeologica, promosso per il terzo anno da Ediarché-Editoria per l’Archeologia con il patrocinio dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e per gli Affari Esteri, di Roma Capitale, dell’Associazione Internazionale di Archeologia Classica e della Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Alla Biblioarché – Libreria in comune, lo spazio espositivo collettivo gestito da Espera e da Arbor Sapientiae per favorire l’incontro tra case editrici specializzate, studiosi e appassionati del settore, si aggiunge un fittissimo programma di incontri, che prenderà il via lunedì 18 giugno presso la Protomoteca del Campidoglio con due tavole rotonde: “L’Archeologia degli stranieri a Roma”  e  “Vivere l’archeologia e vivere d’archeologia a Roma – Impressioni, percezioni, opinioni di archeologi e cittadini nella vera terra dei barbari ’’, che vedranno l’intervento e la partecipazione di esperti, studiosi, tecnici e rappresentanti di associazioni dediti alla cura e alla salvaguardia del patrimonio archeologico nazionale.

Nellapausa tra le due discussioni si terrà “Eco di sapori dall’antichità”, rassegna enogastronomica con degustazione a cura del Gruppo Storico Romano e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Nei giorni seguenti e fino al 23 giugno si susseguiranno diversi appuntamenti in una sorta di festival itinerante tra la Sapienza e gli istituti di ricerca internazionali patrocinanti l’iniziativa.

Il seminario di Archeologia Virtuale e il concorso fotografico “Comunicare l’archeologia”.

Il 19 e 20 giugno presso la sede delle ex Vetrerie Sciarra, ora parte integrante de la Sapienza – Università di Roma, avrà luogo una due giorni dedicata al tema Rappresentare l’antico oggi: Archeologia Virtuale e Fotografia archeologica, con allestimento della mostra relativa al concorso di fotografia archeologica “Comunicare l’archeologia” e premiazione dei vincitori.

In collaborazione con il Virtual Heritage Lab del CNR e con il supporto di FBK (Fondazione Bruno Kessler, centro di ricerca della regione Trentino), associazione MIMOS (Movimento italiano modellatori e simulatori) e Associazione Nazionale Archeologi si terrà il seminario di Archeologia Virtuale “Comunicare in Digitale”, giunto ormai al terzo appuntamento.

Per Archeologia Virtuale possiamo intendere un contenitore generico che raccoglie tutte quelle applicazioni che fanno uso di realtà virtuale per portare avanti ricerche scientifiche e divulgarle al grande pubblico per mezzo dei nuovi media” – dice il promotore del seminario Simone Gianolio, dottorando in Archeologia Classica presso l’Università di Roma La Sapienza – “Estensivamente l’espressione raccoglie l’ambito di studi che sfrutta le nuove tecnologie per generare, processare e immagazzinare dati in un ambiente virtuale qual è quello rappresentato da un Computer”.
L’iniziativa, che potrà essere seguita anche in streaming on line sul sito dedicato, risponde ad un’esigenza di formazione che, secondo Gianolio, almeno al momento non sembra trovare piena soddisfazione nei corsi universitari: “L’idea di questo seminario è nata con la voglia di avvicinare gli studenti ai migliori professionisti del campo, mostrando loro in modo scientifico ma con un intento didattico cosa si può fare e quali risultati si possono ottenere quando alla tradizionale metodologia della ricerca archeologica si affiancano le possibilità offerte dalla tecnologia digitale. Quest’anno in particolare, con il tema della comunicazione che ci collega al Salone, abbiamo anche previsto due sessioni di laboratori con tutorial ed esercitazioni pratiche attraverso le quali gli studenti potranno osservare da vicino il know how di questi programmi”.

Il convegno internazionale “Contestualizzare la prima colonizzazione: Archeologia, fonti, cronologia e modelli interpretativi fra l’Italia e il Mediterraneo”.

Dal 21 al 23 giugno presso i patrocinanti Istituti stranieri (Istituto Olandese, Accademia Belgica, Accademia Britannica)  si terrà, invece, il Convegno Internazionale Contextualising “early Colonization”: Archaeology, Sources, Chronology and interpretative models between Italy and the Mediterranean (Contestualizzare la “prima colonizzazione”: Archeologia, fonti, cronologia e modelli interpretativi fra l’Italia e il Mediterraneo) a cura diValentinoNizzo (della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna) e Lieve Donnellan (dell’Università belga di Ghent), col sostegno dell’Academia Belgica di Roma, dell’Istituto Storico Belga di Roma, del Flemish Fund for Scientific Research, dell’Università di Ghent e Bruxelles sezione Vicino Orientale e del Royal Museum of Art and History di Bruxelles e col patrocinio di diversi istituti e accademie straniere in Roma (fra cui la Tedesca, la Francese, la Danese, l’Austriaca, la Svizzera, la Finlandese, la Svedese, la Polacca, la Spagnola, la Rumena).

Il convegno sarà incentrato sul tema molto discusso delle “prime colonizzazioni” dell’Italia peninsulare e insulare da parte di “Greci” e “Fenici” e vedrà l’alternarsi per 3 giorni dei massimi studiosi del periodo storico in questione: il programma completo è direttamente consultabile on line sul sito ufficiale del Salone.

Per informazioni: Tel. 06.710561 – Email info@ediarche.it

Il pezzo è anche su Paese Sera dal 14 giugno 2012.

Feliz aniversário, Fernando

Standard

E tutta la notte la pioggia è venuta
E tutta la notte non s’è fermata,
e tutta la notte la mia brama
nel suono della pioggia triste e pieno
senza riposo si è attardata.
E tutta la notte ho udito il vento
sulla pioggia irreale soffiare
e tutta la notte il pensiero
non mi ha lasciato un istante
come anatema dell’aria.
E tutta la notte non dormita
ho udito battere il mio cuore
nella gola della mia vita.

[F. Pessoa]

Cerealia, la festa dei Cereali: visite guidate, degustazioni, enogastronomia a Km 0. A Roma dal 6 giugno.

Standard

Tra 6 11 giugno si terrà a Roma la seconda edizione di Cerealia. La Festa dei Cereali, dedicata quest’anno a Cerere e il Mediterraneo.
Si tratta di un festival culturale dedicato al mondo dei cereali, che intende ricostruire la catena di valore tra il territorio di produzione e la tavola del consumatore, riportando in vita anche usi e costumi antichi fondati sul rispetto della terra e dei suoi frutti, per diffondere una cultura di condivisione delle esperienze.
Per un turismo più qualificato dal punto di vista dei beni culturali, dell’ambiente, dell’enogastronomia e quindi strettamente legato alla qualità della vita.
Cerealia è quest’anno più che mai una kermesse che punta a valorizzare le scelte sostenibili, il mondo dei biologico e della produzione locale a Km 0.

Nell’ambito del foltissimo programma romano, l’Associazione Nazionale Archeologi ha organizzato 3 escursioni guidate con degustazioni:

***********

7 giugno

 “Via Panisperna”: visita guidata per Cerealia, la festa dei cereali

Visita guidata e percorso a piedi lungo via Panisperna.
Il nome della strada deriva probabilmente da panis et perna (pane e prosciutto) e allude alla presenza di una rivendita di tali alimenti lungo la via, o alla presenza nella strada di una locanda la cui specialità era proprio il pane e il prosciutto.
Ma sarà proprio così?
La passeggiata partirà da largo Magnanapoli e attraverso numerosi saliscendi, causati dalla morfologia della zona situata tra i colli Esquilino e Quirinale, giungerà a via Urbana, in un percorso storico tra i più antichi e vivi di Roma.
Scarpe comode!

Come arrivare: BUS 60, 64, H, 175

Modalità di partecipazione

Quota di partecipazione: €7,00
Prenotazione obbligatoria al numero 3389448562 o via email all’indirizzo associazione@archeologi.org

È possibile prenotare direttamente sul sito del festival www.cerealialudi.org

Programma del Festival per il giorno 7 giugno:
http://www.cerealialudi.org/cerealia-programma/cerealia-programma-roma/cerealia-2012roma-giovedi-7-giugno/

***********

8 giugno 

Da S. Giovanni in Laterano a S. Maria Maggiore e cocktail party offerto da Panella, l’arte del pane e dall’Ambasciata di Turchia

 

Il pane eucaristico: da S. Giovanni in Laterano a S. Maria Maggiore. A seguire cocktail party offerto da Panella, l’arte del pane e dall’Ambasciata di Turchia.
Era antica pratica cristiana portare il pane benedetto dalla sede vescovile alle chiese del territorio, simbolo dell’unità della comunità cristiana.
La cattedrale di Roma San Giovanni in Laterano, era il centro di irradiazione del pane eucaristico.
Seguendone il possibile cammino tra la cattedrale e la basilica di Santa Maria Maggiore, scopriremo i tesori di via Merulana, un tempo zona di horti e poi quartiere residenziale della città moderna.
Durante la passeggiata si farà una sosta presso l’auditorium di Mecenate, ricordo di una delle proprietà nobili in zona e sede del cocktail-party a cura di Panella l’arte del pane (http://www.panella-artedelpane.it/) e dell’Ambasciata di Turchia.

Come arrivare: Metro A S. Giovanni; BUS 85, 87, 3, 16, 714

Modalità di partecipazione

Quota di partecipazione: € 7
Prenotazione obbligatoria al numero 3389448562 o via email all’indirizzo associazione@archeologi.org
È possibile prenotare anche sul sito del festival www.ceralialudi.org

Programma del festival per il giorno 8 giugno:
http://www.cerealialudi.org/cerealia-programma/cerealia-programma-roma/cerealia-2012roma-venerdi-8-giugno/

***********

10 giugno

“Marcus Vergilius Eurysax, pistor”: degustazione e visita guidata al Sepolcro di Eurisace per Cerealia, la festa dei cereali

Visita guidata e passeggiata al Sepolcro di Eurisace per Cerealia, la festa dei cereali

Alla scoperta del sepolcro del fornaio Eurisace, sepolto nel I sec. a.C. presso porta Maggiore: uno dei monumenti più “visti” ma meno conosciuti di Roma, che ci narra come si svolgesse l’attività dei panificatori in età antica. Sarà un’occasione per conoscere meglio la piazza, dove anni dopo sorse uno dei più importanti pastifici di Roma.
A fine visita degusteremo pani diversi, frutto del lavoro e dell’inventiva degli epigoni di Eurisace.

Come arrivare: TRAM 14; BUS 3, 571, 19

Modalità di partecipazione

Quota di partecipazione: € 7,00
Prenotazione obbligatoria al numero 3389448562 o via email all’indirizzo associazione@archeologi.org
È possibile prenotare anche sul sito del festival www.cerealialudi.org

Programma del festival per il giorno 10 giugno:

http://www.cerealialudi.org/cerealia-programma/cerealia-programma-roma/cerealia-2012roma-domenica-10-giugno/

La Costituzione è femmina

Standard

La Costituzione è femmina. Ed è stata scritta anche dalle donne.
Tra i 558 eletti all’Assemblea Costituente durante le elezioni libere del 1946, le prime a suffragio universale, c’erano infatti 21 deputate in rappresentanza di quattro gruppi parlamentari: socialista, comunista, democratico cristiano e dell’Uomo Qualunque.

La presenza femminile in un contesto fino a quel momento proibito suscitò grande curiosità e i media dell’epoca s’impegnarono in dettagliate descrizioni delle mise indossate dalle parlamentari: cosa che, a dir la verità, si ripete spesso anche ai nostri giorni, per fortuna non più per lo stupore di vedere una donna occupare uno scranno, e purtroppo perché in certi casi la scelta dell’abito è la cosa più interessante da dire sulle attività della eletta.

ECCO COME VENIVANO RACCONTATE LE DONNE  – Non apparve dunque strano che le colonne del “Risorgimento liberale” il 26 giugno 1946, il giorno dopo la prima seduta della Costituente, riferissero a proposito di Bianca Bianchi, prima delle elette con 15.000 voti: “Vestiva un abito colore vinaccia e i capelli lucenti che la onorevole porta fluenti e sciolti sulle spalle le conferivano un aspetto d’angelo. Vista sull’alto banco della presidenza dove salì con i più giovani colleghi a costituire l’ufficio provvisorio, ingentiliva l’austerità di quegli scranni“.
La descrizione continuò, poi, con un vero e proprio trattato della moda dell’epoca: “Era con lei (oltre all’Andreotti, al Matteotti e al Cicerone) Teresa Mattei, di venticinque anni e mesi due, la più giovane di tutti nella Camera, vestita in blu a pallini bianchi e con un bianco collarino. Più vistose altre colleghe: le comuniste in genere erano in vesti chiare (una in colore tuorlo d’uovo); la qualunquista Della Penna in color saponetta e complicata pettinatura (un rouleau di capelli biondi attorno alla testa); in tailleur di shantung beige la Cingolani Guidi, che era la sola democristiana in chiaro; in blu e pallini rossi la Montagnana; molto elegante, in nero signorile e con bei guanti traforati la Merlin; un’altra in veste marmorizzata su fondo rosa”.

DA NILDE IOTTI AD ANGELINA MERLIN – Valore, serietà ed impegno le parlamentari li avrebbero poi dimostrati da quel momento fino al 22 dicembre 1947, ultimo giorno dei lavori di redazione e discussione della Carta Costituzionale promulgata cinque giorni dopo. In particolare, alla speciale Commissione per la Costituzione anche detta “Commissione dei 75”, incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione repubblicana, presero parte in 5: Maria Federici (DC), Nilde Iotti e Teresa Noce (PCI), Angelina Merlin (PSI), Ottavia Penna Buscemi (PUQ).
Alle parlamentari furono affidati temi di discussione ritenuti più vicini alle donne quali famiglia, maternità ed infanzia; esse non mancarono, però, di dire la propria sulla parità dei diritti al lavoro e in particolare animarono la battaglia per l’accesso alla Magistratura, vinta con l’emendamento Federici: i colleghi, infatti, con atteggiamento fastidiosamente paternalistico, non ritenevano che l’animo femminile potesse sostenere la pressione giudiziaria perché sensibile e influenzabile. Le costituenti intervennero anche nelle discussioni sulla scuola e l’istruzione, sull’ordinamento delle Regioni, sull’organizzazione internazionale del lavoro e sui problemi connessi all’aumento in Italia dell’emigrazione di tipo economico.

LA CAMPAGNA “LARGO ALLE COSTITUENTI” – Proprio oggi, Festa della Repubblica Italiana, il gruppo Toponomastica Femminile lancia la campagna “Largo alle Costituenti“, che prevede la richiesta a tutti i capoluoghi di Provincia la dedica di un quartiere o di un parco pubblico alle Madri della Patria a partire da Roma, luogo ospitante i lavori dell’Assemblea Costituente. “Per ora stiamo lavorando sulla capitale e su Palermo” rivela Maria Pia Ercolini, la docente ispiratrice e coordinatrice del progetto.
Pensiamo che un parco avrebbe grande valenza didattica per tutte le età e si potrebbero associare sport e cultura: immaginiamo una passeggiata o una pedalata con la classe per scoprire la nostra storia al femminile (qualcosa di simile sulla toponomastica femminile la fanno già in Lombardia). Oppure un’uscita di orienteering, come vorrei fare a villa Pamphilii seguendo le tante intitolazioni alle donne“.

Proprio dalle pagine di Paese Sera era partita la scorsa settimana la proposta di creare nel XII Municipio il quartiere delle Costituenti per Roma:
Ne abbiamo discusso all’incontro del 22 maggio con la Commissione delle elette – continua la Ercolini – Monica Cirinnà e Gemma Azuni si sono riservate di acquisire i piani di zona dei quartieri in via di edificazione, con la mappatura delle nuove strade in costruzione, per studiarli ed elaborare assieme il progetto“.

 

 

 

Il pezzo è anche su PaeseSera del 2 giugno 2012