Archivio mensile:luglio 2012

In spiaggia con Nerone (rischiare la vita ma prendere il sole felici)

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Spazzatura accuratamente lanciata al di là dei cancelli del sito archeologico, mura antiche come piazzole per prendere il sole, bagnanti incuranti del pericolo crolli: cronaca di una domenica sulla spiaggia di Anzio, di fronte ai resti del grande palazzo dell’imperatore Nerone.
È  un luogo bellissimo, poche storie.
Il mare aperto e limpido guardato a vista dal faro è il punto d’origine di una cascata verde di centinaia di pale di fichi d’India agganciate alle strutture antiche sul dirupo. La Dea Fortuna, la Fanciulla d’Anzio, i Cesari e Nerone sono ancora di casa qui, eternati nei nomi degli stabilimenti balneari che si alternano sulla sabbia fine e compatta dalla quale ogni tanto spuntano frammenti di ceramica antica.

Ma siamo sicuri che tanta bellezza giustifichi i teli da mare distesi davanti al cartello di divieto di transito, poco lontano dal luogo in cui nello scorso gennaio una parte degli edifici era venuta giù?
O che le scatolette di tonno abbandonate dai turisti negli ambienti della villa siano solo i sintomi di una profonda sindrome di Stendhal che li ha colti mentre prendevano il sole tra i conci delle mura imperiali?
E i tanti che s’infilano nelle ‘grotte’, gli antichi percorsi scavati nella roccia, lo fanno per spirito di avventura o per spiccata tendenza al suicidio?

La polvere della falesia che si sbriciola fluttua nell’aria ad ogni soffio di vento, eppure la vita dei villeggianti scorre serena come fossero su una grande pianura senza pericoli. Di restauro e messa in sicurezza dell’area neanche a parlarne.

Il pezzo è anche su Paese Sera del 17 luglio 2012

Il tempo delle scelte (giuste)

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Editoriale in apertura del numero 7, anno II di Nuovo Paese Sera (Luglio-Agosto 2012)

Incertezza: sembra essere questa la parola chiave dell’estate che stiamo vivendo. Incertezza sul futuro dell’euro, su quello del governo Monti, sui bilanci delle famiglie, sul lavoro dei giovani, sulle vacanze da fare o meno. È come se vivessimo perennemente sospesi nell’attesa che accada qualcosa. Convinti che quasi nulla dipenda da noi e dalle nostre scelte. Del resto, non è vero forse che i partiti hanno abdicato all’idea di essere in grado loro, insieme ai rispettivi leader, di trovare le risposte giuste alla crisi, consegnando il Paese nelle mani dei tecnici? E non è ancora più vero che il destino dell’Italia non dipende neppure da loro ma dalle scelte che faranno Angela Merkel e la Bundesbank? E che, a loro volta, i governi europei sono appesi alle decisioni di chi gestisce i fondi d’investimento? Persone che hanno il potere di far salire e scendere lo spread, insieme alla nostra pressione, e di cui non conosciamo neppure l’identità?

Se tutto questo è vero, la prima cosa da fare per uscire dall’ansia che genera l’incertezza, è riprendersi immediatamente il diritto di scegliere. Informandosi sulle alternative possibili. E facendo, appunto, la scelta giusta, quella che corrisponde di più ai nostri interessi e, soprattutto, ai nostri valori. Quelli che, testardamente, continuiamo a coltivare, anche nell’era della disgregazione e del cinismo diffuso. È quello che abbiamo provato a fare con questo numero di Paese Sera, che accompagnerà i nostri lettori fino alla fine di agosto. La Capitale non ha più, per scelta di chi l’amministra, una vera Estate romana. Eppure la città è ricca di iniziative, molte delle quali indipendenti, autoprodotte e senza finanziamenti pubblici (come Paese Sera). Che messe insieme, come abbiamo fatto da pagina 14 a pagina 21, fanno un vero e proprio cartellone, ricco di festival teatrali, musica, cinema, spazi aperti da vivere per una serata gradevole e giochi per i bambini. C’è solo l’imbarazzo della scelta, appunto. E lo stesso discorso vale per le attività sportive e la voglia di sentirsi in forma (a pagina 24), le vacanze a km 0 (a pagina 28), i libri da leggere dedicati a Roma (a pagina 38), le occasioni di lavoro, per chi resta in città (a pagina 67).

Meritano un discorso a parte due articoli di questa “guida” dedicata a un’altra estate, perché spiegano, concretamente, cosa significa scegliere. E quali conseguenze comporta. Il primo, scritto sul filo dell’ironia ma non troppo, è quello di Astrid D’Eredità, dell’Associazione nazionale archeologi: un itinerario “alternativo” tra le rovine, in senso letterale, causate dai crolli e dagli smottamenti che feriscono il nostro patrimonio, straordinario, di storia e di cultura. Scegliere, come ha fatto finora chi ha avuto responsabilità di governo, di non investire nella tutela di questi tesori, che continuano ad attrarre milioni di turisti, significa impoverire il Paese, a cominciare dalla sua Capitale.

L’altro articolo è quello che racconta, a pagina 26, un fenomeno che sta crescendo anche a Roma, dopo aver conquistato Parigi, Berlino, Londra, Istanbul e New York: il couch surfing. In sintesi: ci sono cittadini che decidono di diventare host e di ospitare, appunto, gratuitamente sul divano (couch) di casa i surfers: persone che non conoscono e che, come loro, girano il mondo grazie al clima di fiducia e di reciprocità che si stabilisce in questa comunità nata su internet. «Basta poco per rendersi conto che quello che guadagni in termini di esperienze e relazioni umane è molto più di quello che dai», spiega un veterano di questa vera e propria filosofia di vita, quarantenne, avvocato. Si tratta di scegliere, appunto, su che cosa “investire”, in questo caso il proprio tempo e le proprie disponibilità. E di farlo nella maniera giusta. Buona estate a tutte/i.

Enrico Fontana