Opening the Past!

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open past data archaeology

English version herehttp://mappaproject.arch.unipi.it/?page_id=1739&lang=en

Il patrimonio archeologico è la nostra storia passata, il fondamento delle nostre scelte future e appartiene a tutti. Aprire il Passato vuol dire ampliare gli orizzonti della conoscenza e quindi della tutela, della pianificazione, della ricerca e della professione archeologica. Per questo torna a Pisa “Opening the Past 2013“, il convegno organizzato dal Gruppo MappaProject del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa e previsto quest’anno tra il 13 ed il15 giugno 2013.

Il Convegno sarà un momento di scambio, discussione e presentazione di progetti sul tema degliopen data in archeologia in modo da divulgare il libero accesso alla ricerca e documentazione archeologica.

 

Per il 2013 sono previste quattro sezioni tematiche:

 

– Predittività in Archeologia: Negli ultimi decenni l’archeologia predittiva ha visto interessanti sviluppi sia metodologici che teorici, ivi inclusi alcuni tentativi di prendere in considerazione anche variabili prettamente  culturali. Su modelli predittivi, più o meno complessi, si basano anche le mappe di potenziale archeologico. Tali mappe sono nate e sono state utilizzate principalmente come strumenti di pianificazione per il governo del territorio e la tutela del patrimonio sepolto,  ma si sono dimostrate utili mezzi anche per la ricerca. Quali sono i parametri che meglio determinano il potenziale archeologico? C’è necessità di ripensare il modo in cui i modelli predittivi sono costruiti? Possono i metodi delle scienze pure e applicate migliorare la qualità delle previsioni? Possono i modelli predittivi essere buoni strumenti decisionali?Questa sessione si propone di raccogliere contributi da coloro che operano nel settore dell’archeologia predittiva, in ogni parte del mondo.

 

– Open Data in archeologia: Open data = open mind. Gli archeologi sono pronti per l’open data? I dati grezzi sono utili agli archeologi e gli archeologi sono pronti a ri-utilizzare dati grezzi prodotti da altri? A distanza di un anno dalla presentazione del primo archivio Open Data italiano (MOD) appare importante fare il punto della situazione, analizzando in maniera critica le problematiche legate agli aspetti legali; agli aspetti tecnici, con particolare attenzione verso l’adozione di formati machine readable e aperti e di soluzioni che trasformino il dato grezzo in dato interoperabile, attraverso metadati che portino alla realizzazione di archaeological linked open data, capaci di implementare efficacemente le nostre conoscenze.

 

– Open Access in archeologia: Questa sezione vuole esplorare l’adozione di pratiche Open Access in campo archeologico e geoarcheologico. Considerando il termine Open Access  nella sua accezione più ampia, cioè come libera disponibilità online di contenuti digitali legati alla conoscenza e alla ricerca, non sottoposti a diritti di proprietà intellettuale o rilasciati con apposite licenze copyleft, la sessione si rivolge sia ai casi più tradizionali legati all’open access literature (riviste o libri), sia alla disseminazione attraverso applicazioni web come webGIS, database o wiki. In particolare, la sessione vuole proporre una discussione che evidenzi la reale diffusione di pratiche open access e se l’adesione a queste corrisponda a necessità di convenienza economica o ad una vera e propria adesione culturale; metta in luce l’adozione di soluzioni tecniche e metodologiche innovative come ad esempio esperienze di open peer review e/o di repository come ArXiv.

 

– Geoarcheologia urbana: Le pratiche geoarcheologiche applicate ai contesti urbani costituiscono uno strumento indispensabile per conoscere lo sviluppo delle città nelle sue componenti antropiche e naturali. Combinando una pluralità di metodi e tecniche che sono tipici dell’indagine archeologica e delle Scienze della Terra (cartografia geomorfologica, analisi stratigrafica, studio dei reperti), umanisti e scienziati possono operare in modo fortemente integrato al fine di ricostruire l’architettura del sottosuolo, lo sviluppo dell’insediamento e quindi i paesaggi del passato. Questa sessione si propone di raccogliere contributi che riguardino casi di studio relativi a diversi contesti urbani, che possano testimoniare la crescente consapevolezza di quanto sia strategico l’approccio geoarcheologico nelle città soggette a sviluppo urbanistico.

 

 

Come presentare un contributo:

Puoi sottoporre la tua proposta inviandola a info@mappaproject.org entro il 10 Marzo 2013.

La proposta deve essere redatta secondo il seguente format:

Format  (doc)

Format  (ODT)

Tutte le proposte saranno revisionate e selezionate per le presentazioni orali (15 minuti + 5 minuti dedicati alle domande) o per i contributi brevi (contributi multimediali della durata massima di 3 minuti).

Alcune delle presentazioni orali potranno essere selezionate per la pubblicazione su una rivista internazionale peer reviewed.

I contributi brevi sono interventi multimediali dove potrai usare qualunque modalità (immagini, slide, file audio e/o video, ecc…) per raccontare il tuo progetto, rigorosamente entro una durata massima di 3 minuti.

Tutti i contributi brevi  parteciperanno al OP2013 Archeo_Contest. Le regole del Contest saranno presto in linea.

Lingua del convegno: italiano / inglese

 

 

Date da ricordare:

– 10 marzo 2013: scadenza invio abstract

– 30 marzo 2013: notifica di accettatizione delle proposte agli autori

– 10 maggio 2013: Scadenza estenda per abstract per i pre-atti

– giugno 2013: Pubblicazione on-line dei pre-atti

 

Sarà possibile seguire il convegno sui social network Facebook e Twitter (hashtag #op2013)

 

Sito: http://mappaproject.arch.unipi.it/

 

 

 

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