La piccola orchestra di Torpignattara. Ragazzi e musica, oltre le nazionalità

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Piccola Orchestra Torpignattara

 

Il 18 maggio il debutto al Centrale Preneste Teatro dopo un inverno di laboratori musicali settimanali.
Nel gruppo 15 ragazzi provenienti da 10 paesi differenti, immigrati di seconda generazione e italiani.

Che tutte le strade portino a Roma è ancora vero. E che la città e i suoi abitanti si scambino i respiri contaminandosi ogni giorno è sempre più evidente: dopo l’Orchestra di Piazza Vittorio, archetipo dei gruppi multietnici in Italia, l’Orchestra femminile del 41° parallelo, la Precharija Roma Orkestar, l’Orchestra Multietnica Garbatella e la Med Free Orkestra, a calcare le scene da oggi sarà un’orchestra multietnica romana composta da adolescenti.

UNO SPAZIO PER LA CONDIVISIONE MUSICALE E CULTURALE – Al termine di un inverno di laboratori musicali settimanali fiorisce a maggio la Piccola Orchestra di Torpignattara, composta da 15 ragazzi provenienti da 10 paesi differenti, immigrati di seconda generazione e italiani.

L’IDEA – Un’operazione ideata e diretta da Domenico Coduto, esperto di progettazione in ambito musicale e culturale che in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dell’ex VI Municipio (oggi V) e con il contributo della Fondazione Nando Peretti ha seguito una precisa ambizione, a tratti visionaria nel senso migliore del termine. “L’idea della Piccola Orchestra – dice Coduto – mi è venuta in mente semplicemente osservando la realtà: abito tra il Pigneto e Tor Pignattara, espressioni di Roma in continuo cambiamento e di cui troppo spesso si parla in forma negativa. Per me è invece palese la ricchezza derivante dalla contaminazione, così ho immaginato di creare uno spazio nel quale ragazzi italiani e immigrati di seconda generazione s’incontrassero per fare musica“. La ricerca dei musicisti in erba è avvenuta attraverso internet e il passaparola tra singoli ed associazioni così come accaduto undici anni fa per l’orchestra dell’Esquilino, al cui vicedirettore Pino Pecorelli è affidata la direzione musicale del progetto assieme al jazzista pugliese Livio Minafra.

IL LABORATORIO CREATIVO – “L’obiettivo della Piccola Orchestra non è prettamente musicale – precisa Pecorelli – ma didattico e sociale perché quando si lavora con gli adolescenti si toccano corde molto delicate. Non si tratta di alimentare il modello culturale in voga per cui a 12 anni si deve avere una presenza televisiva o capacità artistiche eccelse: la nostra idea è quella di una condivisione musicale tra persone già tutte italiane per nascita senza aspettare la legge, far capire loro attraverso la musica l’importanza dello stare assieme e di intraprendere un impegno comune. Un obiettivo per noi pienamente raggiunto”.

IL DISCO – Mentre si lavora già alla prossima edizione dei laboratori, la Piccola Orchestra di Tor Pignattara inciderà il suo primo disco che vedrà la collaborazione del rapper italo egiziano Amir Issaa. I ragazzi coinvolti nel progetto hanno avuto la possibilità di partecipare agli incontri settimanali concepiti in forma di laboratorio di composizione e improvvisazione, portando all’interno dell’orchestra le proprie esperienze, il proprio patrimonio sonoro, i gusti personali e i desideri. Una fusione di esperienze culturali e musicali ma anche un momento di formazione, educazione e crescita dedicato ai soggetti più deboli come gli immigrati e i loro figli che nel nuovo V Municipio rappresentano una fetta importante della popolazione residente.

Il pezzo è anche su PaeseSera del 18 maggio 2013

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