Archivio mensile:giugno 2013

Taranto

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Taranto vecchia vista da Mar Piccolo al tramonto

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Imagine felicità in Taksim Square

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turkey_taksim_pianoNon si possono analizzare in un post faceto le complesse ragioni politiche e sociali di #occupygezi, la protesta della popolazione turca contro il proprio governo. In estremissima sintesi, la contestazione di un progetto di «ammodernamento» che avrebbe comportato lo sradicamento di 600 alberi in Gezi Park ad Istanbul è divampata in breve in quotidiani e cruenti scontri di piazza, annaffiati da gas lacrimogeni e idranti. La polizia carica e uccide, il governo da’ la colpa ai social media, il premier Erdogan definisce çapulcu (vandali) i manifestanti ma farebbe meglio a guardarsi allo specchio prima di aprir bocca, le madri fanno da scudi umani ai figli, gli occupanti non cedono di un millimetro.

Poi arriva la notte.
Come se non bastasse la lezione di dignità e coraggio delle ore di luce, è di notte che la bellezza profonda si manifesta: la polizia in tenuta antisommossa le circonda, ma migliaia di persone se ne fottono e restano a suonare in piazza fino all’alba. Saranno le aure fioche degli smartphone o gli squarci improvvisi di luce delle videocamere che illuminano la folla, o forse le sirene blu dell’esercito che fanno da sfondo assolutamente inverosimile a quello che sembra essere un concerto estivo ma è forte l’impressione che la  “musica che unisce” qui non sia retorica ma si concretizzi intensamente.
E al mattino ricomincia la battaglia.

Per seguire le proteste:

Facebook: Diren Gezi ParkıTaksim Gezi Parkı Derneği
Twitter: OccupyGezi, hashtag #DirenGeziParki, #occupyGezi, #geziparki, #Taksim, #occupyTaksim
Streaming da piazza Taksim

Lui è Davide Martello, il pianista che la notte si esibisce a piazza Taksim.
È tedesco di genitori italiani, cosa che si deduce molto più dal video seguente che dal suo nome.

Felicità | Davide Martello in Taksim Square

Imagine – Let it be | Davide Martello in Taksim Square

 

Scrivi Stabiae 2013 | Summer school di scrittura creativa tra le ville e le città vesuviane

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Scrivi Stabiae 2013
Summer school di scrittura creativa
tra le ville e le città vesuviane
ideata e diretta da Carmen Covito e Cinzia Dal Maso
dal 7 al 15 settembre 2013
al Vesuvian Institute di Castellammare di Stabia

Una palestra di narrazione tra le vie delle città vesuviane. Un laboratorio per raccontare il passato
nelle forme più moderne e originali. Per chi crede nel valore di un’arte dell’antico che si misura
col presente ripercorrendo le vie della storia. Questo è la scuola residenziale di scrittura creativa
Scrivi Stabiae che prenderà avvio a settembre su iniziativa della Fondazione Restoring Ancient
Stabiae, e curata dalla scrittrice Carmen Covito e dalla giornalista Cinzia Dal Maso.

Pompei, Ercolano e Stabiae hanno ispirato il grande romanzo moderno nel suo nascere, ed è stata
proprio la letteratura ad assicurare alle rovine di Pompei fama imperitura. L’archeologia moderna,
poi, è una splendida metafora letteraria perché un buon romanzo sa “scavare” a fondo sotto la
superficialità. E poiché l’ispirazione non viene mai dal pensiero astratto ma da un’osservazione
attenta della realtà, la realtà dell’archeologia sa offrire materiali infiniti per storie modernissime.

Questa la sfida per chi seguirà il corso di scrittura creativa “sul campo” archeologico Scrivi
Stabiae: cercare ispirazione da tutto ciò che ruota attorno alle rovine – storie antiche e moderne,
custodi e guide turistiche, archeologi e restauratori, turisti, negozianti, pellegrini – per scrivere un
racconto di genere storico o di taglio contemporaneo che faccia rivivere in forme inedite il passato.

Le lezioni e i laboratori di tecnica narrativa si alterneranno a passeggiate narrative ai siti e ai
musei vesuviani, a conferenze di specialisti sulla vita quotidiana nell’antichità e i modi in cui noi
guardiamo al passato, a letture commentate di narrativa “pompeiana” e visioni di film peplum.

Il corso per a chiunque – operatore culturale o insegnante, ricercatore, artista o semplice curioso –
voglia misurarsi con la scrittura creativa e approfondire i rapporti possibili e impossibili tra le
scienze archeologiche e la letteratura.

Alla fine del corso, i racconti migliori verranno pubblicati in un e-book.

Vedi il programma dettagliato del corso nel sito: www.officinascriptoria.it
E-mail per informazioni e iscrizioni: scrivistabiae@officinascriptoria.it
Siamo anche su FB alla pagina https://www.facebook.com/ScriviStabiae
Vesuvian Institute:  www.stabiae.com

 

Scrivi Stabiae

Il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali

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Dagli sventramenti per aprire via dell’Impero al progetto di pedonalizzazione: quasi cent’anni in 850 metri di strada

Durante la sua campagna elettorale Ignazio Marino aveva inserito tra i punti forti del suo programma la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, preludio alla creazione del grande parco archeologico voluto da Ernesto Nathan, Antonio Cederna e Luigi Petroselli.
Cavallo di battaglia di un nutrito numero di candidati prima di lui e ciclicamente rispolverata nel corso degli anni da tecnici che ne hanno valutato la fattibilità, ma soprattutto da vari esponenti politici con il malcelato obiettivo di fare puramente notizia, la chiusura al traffico della strada è argomento che ben si presta a scatenare istantaneamente polemiche: da una parte i sostenitori della valorizzazione – termine orribile – affiancati dagli ambientalisti (molto utile risulta il dossier di Legambiente Lazio sul tema), dall’altra gli alfieri della modernizzazione della rete di trasporti romana, peraltro già protagonista di quotidiani collassi.
All’indomani dell’elezione il nuovo sindaco di Roma ha ripreso immediatamente la questione, dichiarando alla trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora” su Radio2 che il 15 agosto pedonalizzerà i Fori Imperiali.
Perché proprio il 15? Perché così non se ne accorge nessuno. Il 14 ci farò un giro con la mia Panda rossa e il giorno dopo pedonalizzeremo“.

via del foro romano

Via del Foro romano, chiusa da Luigi Petroselli per
completare la continuità dell’area archeologica dal Colosseo al Campidoglio.
Foto Archivio Riccardi ©

Demolire Roma per costruire la via dell’Impero
Com’è noto, la via dell’Impero fu aperta nel Ventennio spianando acriticamente, collina Velia compresa, tutto quanto si frapponesse all’ideale ricongiungimento tra la valle del Colosseo e la nuova piazza Venezia, in quella che Cederna definì “la triturazione di secoli di antichità stratificate“. Per ottenere la nuova passerella privilegiata per le parate militari, infatti, si procedette alla demolizione di «avanzi di dimore private estremamente ricche con portici e fontane, a partire dal penultimo secolo della repubblica; grandiose costruzioni in opera incerta conservate per tre piani di altezza; fondazioni colossali della Domus Aurea con straordinari pavimenti in paste vitree; sul versante del Colosseo, avanzi di una lunga strada lastricata scandita da file di taberne e da un poderoso muro di terrazzamenti ornato da nicchie; sul versante del Foro della Pace, resti di una fastosa costruzione del primo secolo con criptoportici e ninfei fin sulla sommità dell’altura (il braccio di uno di questi criptoportici, riattivato e ornato nel Rinascimento con lacunari in stucco e stemmi medicei). E cataste di marmi antichi, ammucchiati nel medioevo allo scopo di farne calcina».
Come ebbe a dire anche Lorenzo Quilici: «per avere un’idea delle devastazioni, è come se noi oggi tracciassimo una strada trasversalmente al Palatino sbancando tutto quello che si incontra, partendo dal terrazzamento severiano a specchio del Circo Massimo o dalla fronte della Domus Augustana».
La strada attuale va immaginata alla stregua di una passerella rialzata che divide quanto fino al 1932 era invece un unico tessuto urbano, pluristratificato e, soprattutto, abitato da migliaia di persone che furono sbattute fuori dalle proprie case e variamente ricollocate nelle nascenti borgate.
Per capire l’azione del piccone demolitore è molto interessante consultare il canale YouTube dell’Istituto Luce, che contiene una raccolta di cinegiornali chiamata appunto “Il piccone demolitore e risanatore della Roma fascista” che ricostruisce il progetto di Mussolini per la nuova Roma.

Il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali
La nuova proposta, si diceva: l’obiettivo è quello di procedere entro i primi 100 giorni di mandato, come riportato nel programma ufficiale della Lista Marino, alla chiusura al traffico e alla pedonalizzazione del tratto di via dei Fori Imperiali compreso tra via Cavour, angolo Largo Corrado Ricci, e piazza del Colosseo. Dopo l’intervento, lungo quel tratto di via dei Fori Imperiali transiteranno solo mezzi di trasporto pubblico, pedoni e biciclette.
L’attuazione di questa prima fase della pedonalizzazione vedrà l’installazione di un nuovo varco Ztl su via Cavour, in corrispondenza di via degli Annibaldi, cosa che consentirà anche di ampliare la Ztl alla porzione del rione Monti che oggi ne rimane esclusa, ovvero l’area compresa tra via Cavour, via dei Fori Imperiali e via degli Annibaldi, ovvero la strada che conduce da Monti al Colosseo.
Il traffico privato verrà indirizzato lungo l’itinerario via Cavour, via degli Annibaldi, via Nicola Salvi, mentre chi proviene dal vicino quadrante Piramide-Aventino verrà deviato su via Labicana. In questo modo, secondo gli autori del progetto, i mezzi di trasporto potranno continuare comunque a dirigersi sia verso l’Aventino che in direzione San Giovanni.
Per completare il progetto sarà necessario anche fluidificare tutti gli itinerari alternativi, attraverso il coordinamento dei semafori e altri piccoli interventi sulla viabilità, favorendo nondimeno il presidio sistematico e il controllo da parte della Polizia Municipale.

pedonalizzazione Fori Imperiali

Critiche, alternative, appoggi entusiastici
Un argomento così sottile provoca chiaramente la ricaduta di quantità importanti di commenti.
I professionisti dell’Associazione Nazionale Archeologi hanno salutato positivamente l’iniziativa e attendono “con trepidazione l’istituzione del parco archeologico urbano più grande al mondo“; Legambiente, già promotrice di una raccolta firme in favore della pedonalizzazione, definisce “ottima notizia” la prima uscita del neosindaco sul tema; blog d’opinione rilevanti sul territorio romano hanno fornito ipotesi alternative e su alcuni forum fioriscono critiche e perplessità.

L’unico ad avere le idee chiare in questo momento sembra essere, ça va sans dire, il mitico Arfio:

arfio_marchini

Approfondimenti

Due mostre hanno raccontato la genesi di via dei Fori Imperiali:

L’invenzione dei Fori Imperiali. Demolizioni e scavi: 1924-1940 (Palazzo Caffarelli, 23/07 – 23/11/2008) e

Via dell’Impero. Nascita di una strada (Palazzo Caffarelli, 23/07 – 20/09/2009)

Bray: entrata gratuita nei musei statali anche ai minori extracomunitari

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Una circolare del segretario generale del MiBAC ha comunicato che l’Ufficio Legislativo ha proposto un’interpretazione normativa che consente l’accesso gratuito ai luoghi della cultura anche ai minori extracomunitari.

La limitazione ai soli minori comunitari dell’ingresso gratuito, secondo il vigente decreto ministeriale n.507 del 1997, ha portato sempre più spesso al verificarsi di spiacevoli e imbarazzanti situazioni, non degne di un Paese che guarda all’integrazione tra i popoli e vede nel suo patrimonio culturale una delle principali risorse; una norma che contrasta inoltre con i principi della Convenzione sui diritti del fanciullo ratificata a New York il 20 novembre 1989.
In attesa di un adeguamento normativo coerente con l’ordinamento e con gli obblighi internazionali, il Ministro Massimo Bray ha dato disposizione a tutti gli uffici del dicastero di recepire immediatamente queste valutazioni, consentendo così l’entrata gratuita nei musei statali anche ai minori extracomunitari.

, funzionario ministeriale e docente universitario, ha approfondito ulteriormente la questione in un suo articolo per LeggiOggi.