Archivi categoria: Archeologhe che (r)esistono

Mestieri per uomini, mestieri per donne

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“Sono fortemente convinta del fatto che non esistano mestieri per soli uomini o per sole donne, ma vi sono mestieri che alcuni, uomini e donne, sanno e amano svolgere e altri no. Non si tratta di una questione di genere ma di volontà, impegno, forza, passione, attitudine, dedizione e ciascuno di questi elementi può essere presente, con maggiore o minore concentrazione, in tutti e tutte”.

 

L’archeologa bitontina Giovanna Baldasarre, già autrice di due fortunati libri di divulgazione scientifica per bambini, racconta oggi ai più piccoli e alle più piccole il lavoro delle archeologhe su heykiddo.it.
La ringrazio per aver ripreso “Donne nei cantieri dei maschi” e avermi dato l’occasione di parlare ancora di questioni di genere che viaggiano su scarpe antinfortunistiche.

 

Opening the Past!

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open past data archaeology

English version herehttp://mappaproject.arch.unipi.it/?page_id=1739&lang=en

Il patrimonio archeologico è la nostra storia passata, il fondamento delle nostre scelte future e appartiene a tutti. Aprire il Passato vuol dire ampliare gli orizzonti della conoscenza e quindi della tutela, della pianificazione, della ricerca e della professione archeologica. Per questo torna a Pisa “Opening the Past 2013“, il convegno organizzato dal Gruppo MappaProject del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa e previsto quest’anno tra il 13 ed il15 giugno 2013.

Il Convegno sarà un momento di scambio, discussione e presentazione di progetti sul tema degliopen data in archeologia in modo da divulgare il libero accesso alla ricerca e documentazione archeologica.

 

Per il 2013 sono previste quattro sezioni tematiche:

 

– Predittività in Archeologia: Negli ultimi decenni l’archeologia predittiva ha visto interessanti sviluppi sia metodologici che teorici, ivi inclusi alcuni tentativi di prendere in considerazione anche variabili prettamente  culturali. Su modelli predittivi, più o meno complessi, si basano anche le mappe di potenziale archeologico. Tali mappe sono nate e sono state utilizzate principalmente come strumenti di pianificazione per il governo del territorio e la tutela del patrimonio sepolto,  ma si sono dimostrate utili mezzi anche per la ricerca. Quali sono i parametri che meglio determinano il potenziale archeologico? C’è necessità di ripensare il modo in cui i modelli predittivi sono costruiti? Possono i metodi delle scienze pure e applicate migliorare la qualità delle previsioni? Possono i modelli predittivi essere buoni strumenti decisionali?Questa sessione si propone di raccogliere contributi da coloro che operano nel settore dell’archeologia predittiva, in ogni parte del mondo.

 

– Open Data in archeologia: Open data = open mind. Gli archeologi sono pronti per l’open data? I dati grezzi sono utili agli archeologi e gli archeologi sono pronti a ri-utilizzare dati grezzi prodotti da altri? A distanza di un anno dalla presentazione del primo archivio Open Data italiano (MOD) appare importante fare il punto della situazione, analizzando in maniera critica le problematiche legate agli aspetti legali; agli aspetti tecnici, con particolare attenzione verso l’adozione di formati machine readable e aperti e di soluzioni che trasformino il dato grezzo in dato interoperabile, attraverso metadati che portino alla realizzazione di archaeological linked open data, capaci di implementare efficacemente le nostre conoscenze.

 

– Open Access in archeologia: Questa sezione vuole esplorare l’adozione di pratiche Open Access in campo archeologico e geoarcheologico. Considerando il termine Open Access  nella sua accezione più ampia, cioè come libera disponibilità online di contenuti digitali legati alla conoscenza e alla ricerca, non sottoposti a diritti di proprietà intellettuale o rilasciati con apposite licenze copyleft, la sessione si rivolge sia ai casi più tradizionali legati all’open access literature (riviste o libri), sia alla disseminazione attraverso applicazioni web come webGIS, database o wiki. In particolare, la sessione vuole proporre una discussione che evidenzi la reale diffusione di pratiche open access e se l’adesione a queste corrisponda a necessità di convenienza economica o ad una vera e propria adesione culturale; metta in luce l’adozione di soluzioni tecniche e metodologiche innovative come ad esempio esperienze di open peer review e/o di repository come ArXiv.

 

– Geoarcheologia urbana: Le pratiche geoarcheologiche applicate ai contesti urbani costituiscono uno strumento indispensabile per conoscere lo sviluppo delle città nelle sue componenti antropiche e naturali. Combinando una pluralità di metodi e tecniche che sono tipici dell’indagine archeologica e delle Scienze della Terra (cartografia geomorfologica, analisi stratigrafica, studio dei reperti), umanisti e scienziati possono operare in modo fortemente integrato al fine di ricostruire l’architettura del sottosuolo, lo sviluppo dell’insediamento e quindi i paesaggi del passato. Questa sessione si propone di raccogliere contributi che riguardino casi di studio relativi a diversi contesti urbani, che possano testimoniare la crescente consapevolezza di quanto sia strategico l’approccio geoarcheologico nelle città soggette a sviluppo urbanistico.

 

 

Come presentare un contributo:

Puoi sottoporre la tua proposta inviandola a info@mappaproject.org entro il 10 Marzo 2013.

La proposta deve essere redatta secondo il seguente format:

Format  (doc)

Format  (ODT)

Tutte le proposte saranno revisionate e selezionate per le presentazioni orali (15 minuti + 5 minuti dedicati alle domande) o per i contributi brevi (contributi multimediali della durata massima di 3 minuti).

Alcune delle presentazioni orali potranno essere selezionate per la pubblicazione su una rivista internazionale peer reviewed.

I contributi brevi sono interventi multimediali dove potrai usare qualunque modalità (immagini, slide, file audio e/o video, ecc…) per raccontare il tuo progetto, rigorosamente entro una durata massima di 3 minuti.

Tutti i contributi brevi  parteciperanno al OP2013 Archeo_Contest. Le regole del Contest saranno presto in linea.

Lingua del convegno: italiano / inglese

 

 

Date da ricordare:

– 10 marzo 2013: scadenza invio abstract

– 30 marzo 2013: notifica di accettatizione delle proposte agli autori

– 10 maggio 2013: Scadenza estenda per abstract per i pre-atti

– giugno 2013: Pubblicazione on-line dei pre-atti

 

Sarà possibile seguire il convegno sui social network Facebook e Twitter (hashtag #op2013)

 

Sito: http://mappaproject.arch.unipi.it/

 

 

 

Archeologhe ed Archeologi scendono in piazza | Roma, 15 Dicembre 2012

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Il documento di chiamata alla manifestazione è disponibile qui: http://www.archeologi.org/public/manifestazione_archeologi_2012.pdf

Grazie ad ANA Toscana (toscana[@]archeologi.org)
Per info trasporti, alloggio e cene convenzionate: manifestazione[@]archeologi.org

Call for Workshop | Il Futuro dell’Antico – Paestum, 18-19 Novembre 2012

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Le riforme e i radicali, talvolta traumatici, mutamenti economici, politici e legislativi che hanno investito il mondo dei beni culturali; la dinamica e i nuovi rapporti di forza tra Stato e Regioni, tra pubblico e privato; il potenziale apporto, ancora lungi dall’essere pienamente sfruttato, di scienze e tecnologie nella tutela, la ricerca, la fruizione e la comunicazione dell’antico; le nette differenze nelle forme del lavoro tra vecchie e nuove generazioni degli specialisti del settore: nell’archeologia italiana è indubbiamente in atto un profondo mutamento di cui leggiamo chiaramente i sintomi, ma i cui esiti si celano oltre l’orizzonte. Un mutamento che, tuttavia, sta avvenendo senza che tra gli archeologi e gli altri specialisti del settore si sia aperto un dibattito scientifico, metodologico e politico sugli obiettivi, i metodi e le strategie che l’archeologia italiana intende darsi per affrontare le sfide del presente e del futuro, per guidare il cambiamento invece di subirlo passivamente.

Obiettivo del Workshop è costituire un momento di incontro aperto sul futuro dell’antico: un dibattito tra visioni, approcci, modelli e proposte diverse per il futuro del patrimonio archeologico; un confronto tra archeologi operanti con punti di vista, funzioni e responsabilità diverse nella ricerca, la conservazione, la gestione e la fruizione dell’antico; un’occasione di dialogo intergenerazionale tra le varie componenti dell’archeologia italiana: le soprintendenze, le università, i musei e gli enti locali, i centri di ricerca, le imprese e i liberi professionisti.

Come partecipare  

In linea con la filosofia dell’open archaeology, il Workshop è aperto a tutti gli archeologi Soci dell’Associazione Nazionale Archeologi, che possono chiedere di partecipare con una relazione o un intervento nel dibattito, confrontandosi con alcune delle più autorevoli voci dell’archeologia italiana invitate ad intervenire. Il tempo massimo di intervento è fissato a 15 minuti per la relazione e a 5 minuti per gli interventi nel dibattito. La lingua ufficiale del Workshop è l’Italiano, sono tuttavia ammessi anche interventi in Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo e Greco. Per partecipare al Workshop occorre inviare entro il 31 ottobre via e-mail all’indirizzo workshop2012@archeologi.org:

1)      richiesta di partecipazione, formulata secondo il modello disponibile sul sito www.ilfuturodellantico.it e http://www.archeologi.org, indicando dati anagrafici, titolo e argomento dell’intervento proposto, abstract (max. 200 parole), specificando eventualmente in quale delle due sessioni si preferirebbe intervenire;

2)      Curriculum Vitae et Studiorum (ne sono esentati i relatori invitati dall’Associazione Nazionale Archeologi nonché i docenti e i ricercatori delle Università Italiane e Straniere, i Soprintendenti Archeologi e i Direttori di Missioni e Scuole Archeologiche straniere in Italia).

Le richieste di partecipazione al Workshop saranno accolte nei limiti della pertinenza e dell’interesse dell’intervento proposto e del tempo disponibile.

Sessioni                         

Il Workshop è articolato in due sessioni:

sabato 17 novembre 2012, Sala Velia, ore 16.30-19.30

domenica 18 novembre 2012, Sala Mercurio, ore 09.30-13.30

Ogni sessione presenterà più interventi raggruppati per ambiti tematici, coordinati da uno o più moderatori. L’ultimo giorno i lavori del Workshop termineranno con un dibattito finale.

Pubblicazione         

Gli Atti del Workshop, contenenti relazioni e interventi nel dibattito, saranno pubblicati dal Centro Studi ANA sia in formato digitale, in modalità copyleft, che in formato cartaceo.

Bando Workshop “Il Futuro dell’Antico”

Il mio contributo per il convegno “L’Italia dei Beni Culturali: formazione senza lavoro e lavoro senza formazione”

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Convegno “L’Italia dei Beni Culturali: formazione senza lavoro e lavoro senza formazione”

Ass. Bianchi Bandinelli

Roma, Biblioteca Nazionale Centrale

27 settembre 2012

Essere qui a ripetere ancora una volta la mia storia corrisponde a dire che poco o nulla è cambiato nel panorama della precarietà intellettuale in Italia. Mi sono trovata in un ambiente sconosciuto e insidioso nel 2007, quando dopo 7 anni di collaborazione con l’Università mi sono vista costretta ad interrompere i miei rapporti di lavoro a causa di ripetuti e pesanti episodi di mobbing e molestie. Ho intrapreso una nuova strada: sono una libera (fino a un certo punto) professionista o – come dicono quelli che vogliono darsi un tono – una freelance oppure ancora, come ai giornalisti piace sbrigativamente definire la mia generazione, sono una precaria.

Non sapere neppure cosa sei, non avere un’identità definita sembra una cosa da niente su cui si può di certo glissare. Eppure proprio la mancata definizione di questo punto dà inizio a quel processo di erosione, come il tarlo tanto inviso agli amici e fratelli restauratori, che mina dalle fondamenta la costruzione della propria identità.

Ho studiato da archeologa. Ho lavorato per un decennio accettando nei primi tempi compensi minimi, perché la mia coscienza non era matura al punto da capire il limite tra dignità del lavoro e sfruttamento. Mi sono preparata come un razzo sulla rampa di lancio di Cape Canaveral per prendere il volo e descrivere orbite nel mondo della ricerca: per studiare, ricercare, insegnare. La navetta non è mai partita.

Ho sempre avuto molteplici interessi e percorso binari paralleli, portando a termine studi di comunicazione di pari passo con quelli storici ed è stata la mia fortuna. Da un anno rifiuto i contratti di lavoro in cantiere a 5 euro lordi l’ora (5 euro di vergogna in primis per chi li propone), ho incarichi di consulenza con paga dignitosa che svolgo in orario (lungo) d’ufficio, la sera e nel fine settimana porto avanti i miei studi ed i progetti sui beni culturali. Tante, tantissime ore di impegno – spesso notturno – a scrivere, progettare, organizzare, lottare con la burocrazia (limiti d’età, di residenza, di anni trascorsi dal termine degli studi) e solo una minima parte di esse è retribuita o risulta utile nel marasma confuso delle politiche culturali del nostro Paese, che assegna poco ai meritevoli e scialacqua risorse infinite in nome del nepotismo. Ma quanta fatica, quanta poca felicità.

 

Sulla stampa: Unità

Archeotrekking urbano a Roma

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Cosa fate domenica?

In occasione della XIV Settimana della Cultura (14-22 aprile 2012), l’Associazione Nazionale Archeologi in collaborazione con l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino ad duas lauros presenta l’iniziativa “Alla scoperta dell’Ecomuseo Casilino ad duas lauros”: un itinerario di visita guidata, condotto da archeologi professionisti nel territorio del VI Municipio, per scoprirne il ricco patrimonio archeologico.
L’evento è GRATUITO.

Domenica 22 aprile 2012 ore 16.00-19.00

Roma pagana e Roma cristiana: sulle orme di pellegrini, santi e imperatori tra la Prenestina e la Casilina.
Archeotrekking urbano con visita guidata ai principali monumenti del territorio su un itinerario di 5 km.

Partenza da Porta Maggiore alle ore 16.00

Soste intermedie: ore 17.00 Torrione; ore 18.00 Villa Gordiani (presso il mausoleo di Tor de’ Schiavi)

Arrivo presso il Mausoleo di Sant’Elena a Villa De Santis ore 19.00 circa.

Per info e prenotazioni: lazio@archeologi.org | 349 2819481

 

Via Giulia Fogolari, archeologa

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Continua la stretta collaborazione di ‘Archeologhe che (r)esistono‘ con il gruppo di ricerca “Toponomastica femminile“, guidato da Maria Pia Ercolini per l’analisi della composizione degli stradari italiani e l’intitolazione di nuove strade alle donne per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale odonomastica.

Il progetto “8 marzo: 3 donne, 3 strade” si propone soprattutto di individuare figure di donne cui dedicare luoghi urbani e il nostro gruppo sta lavorando anche in questo senso, offrendo alla ricerca i nominativi di archeologhe italiane e straniere del Novecento.

Mentre le analisi degli stradari proseguono in tutta Italia iniziano a giungere i primi riscontri: l’assessore Anna Rita Lemma ha aderito al progetto in nome del Comune di Taranto e a breve si terrà una riunione organizzativa per individuare i nomi delle donne cui dedicare le prossime strade. 

A nord, le consigliere del PD di Este (Padova) guidate da Morena Cadaldini hanno già formulato la prima richiesta di
intitolazione ad un’archeologa: Giulia Fogolari, insigne studiosa dei Veneti.
Continueremo ad approfondire la ricerca in tutta Italia e a collaborare a questo grande progetto che in brevissimo tempo ha raccolto oltre duemila entusiastiche adesioni.

Chi desiderasse maggiori informazioni o intendesse aderire può scrivere all’indirizzo archeologhe@gmail.com o visitare il gruppo Facebook dedicato all’iniziativa Toponomastica femminile 

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