Archivi categoria: Graeci sumus

Lu rusciu de lu mare

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N’a sira nde passai te le patule
e ‘ntisi le ranocchiule cantare.

Comu cantaenu bedgre ad una ad una
pariane lu rusciu te lu mare.

Lu rusciu te lu mare è tantu forte
la fija te lu re se t’ae la morte.

Idgrha se t’ ae la morte e jeu la vita
la fija te lu re sta se marita.

Idgrha sta se marita e jeu me ‘nzuru
la fija de llu re purtae nu fiuru.

Idgrha purtae nu fiuru e jeu n’a parma
la fija te lu re se nd’ ae alla Spagna.

Idgrha se nd’ ae alla Spagna e jeu ‘n Turchia
la fija te lu re la zita mia.

E vola vola vola palomba vola
ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare
e vola vola vola palomba mia
ca jeu lu core meu te l’aggiu tatu.

Una sera che passavo per le paludi
sentii delle ranocchie cantare.

Come cantavano belle ad una ad una
sembravano il mormorio del mare.

Il mormorio del mare è tanto forte
la figlia del re si dà la morte.

Ella si dà la morte ed io la vita
la figlia del re ora si marita.

Ella si marita ed io mi sposo
la figlia del re porta un fiore.

Ella porta un fiore ed io una palma
la figlia del re parte per la Spagna.

E le se ne va in Spagna ed io in Turchia
la figlia del re è la fidanzata mia.

E vola vola vola colomba vola
che io il cuore mio te le devo dare

e vola vola vola colomba mia
che io il cuore mio te l’ho già dato.

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«Sono greca e voglio andare a casa»

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«Είμαι Ελληνίδα και θέλω να πάω σπίτι μου»

«Sono greca e voglio andare a casa» | «I’m Greek and I want to go home» |


I Marmi del Partenone fanno parte di una collezione nota come marmi di Elgin, una raccolta di sculture greche in marmo dell’età classica (prodotte per lo più da Fidia e dai suoi allievi), di iscrizioni ed elementi architettonici che originariamente facevano parte del Partenone e di altri edifici sull’Acropoli di Atene.
Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano tra il 1799 ed il 1803, ottenne dalle autorità ottomane un permesso (ancora oggi controverso) di rimuovere tali pezzi dall’Acropoli e portarli in Inghilterra.

The Parthenon Marbles, forming a part of the collection known as the Elgin Marbles,  are a collection of classical Greek marble sculptures (mostly by Phidias and his pupils), inscriptions and architectural members that originally were part of the Parthenon and other buildings on the Acropolis of Athens.
Thomas Bruce, 7th Earl of Elgin, the British ambassador to the Ottoman Empire from 1799–1803, obtained a controversial permit from the Ottoman authorities to remove pieces from the Acropolis.

[Keep Talking Greece]

“Uno di noi.. Michele uno di noi”

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Dell’Ilva, delle sue miserie, delle morti che gridano vendetta.
Semplice e diretto, in prima serata. Senza obiettivi elettorali da perseguire, soprattutto.

Da queste parti già non si nascondeva un certo apprezzamento… ma dopo questa è amore puro e conclamato.

 

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Plateia Syntagma: Runners (IV-III B.C. – 2012 A.D.)

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Quella a sinistra è la copia di un bronzo antico, un corridore noto in Italia da altri due esemplari ritrovati nella Villa dei Papiri ed esposti adesso al Museo Archeologico di Napoli.

Quello a destra è uno di noi. Μια φάτσα, μια ράτσα, oggi più che mai.

Buon 2012, Taranto

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Nemo propheta in patria è legge inchiodata su porte di cattedrali.

Eppure sono orgogliosa di essere stata chiamata con altri concittadini a fare gli auguri per il 2012 alla mia città dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno. Grazie a Marcello Cometti.

Sarebbe facile augurare giorni di sole, mare calmo e barche a vela nella rada del golfo.. ma per la mia città quest’anno che viene vorrei fosse finalmente quello della svolta, tanto attesa e non ancora arrivata.

Mi auguro sia forte in tutti noi la consapevolezza di una scelta, perché le elezioni non consegnino Taranto all’ennesimo mostro a tre teste che riempie le cronache dei giornali e non cambia di un millimetro la nostra vita (se non in peggio).

Che il coraggio non manchi mai alle tarantine, fiere e capatoste, perché continuino ad essere nel 2012 protagoniste in positivo dell’impegno civile e della lotta; che quei delfini erranti, che hanno lasciato lo Ionio a 19 anni per andare a studiare in altre città senza più tornare, possano dare un contributo per una rigenerazione dell’urbanistica, della cultura, della gestione della cosa pubblica facendo rifluire sulle nostre rive idee vincenti e buone prassi imparate lontano da qui.

Auguri a tutti, perché possiamo lavare via per sempre dalla nostra pelle il rosso di questa polvere assassina e tenere vivo solo quello della passione, sotto un cielo pulito e davvero, davvero blu.

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Felicità – Με μια σου ματιά

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“La Grecia è al collasso, gli iraniani sono sempre aggressivi, e Roma è allo sbando. Bentornati al 430 a. C.”

Claudio Calicchia

Questa mattina Dino Amenduni, in uno dei suoi centinaia di tweet di resistenza, invitava a cantare “Don’t cry for me Argentina”. E mentre lo spread “vola”, i “mercati sono in tensione”,  gli ispettori di Bruxelles e Francoforte sbarcano a Fiumicino non resta forse che l’ironia.

Ma niente inglese, per carità.
Torniamo alle radici profonde, quelle che non gelano mai, in un’apoteosi di nazionalpopolare.
Pronti? Cantiamo!

 

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