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Comunicare un restauro [Lo stai facendo nel modo sbagliato]

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Al Louvre hanno (in ordine sparso e certamente non esaustivo):

– deciso di restaurare la Nike;
– trovato gli sponsor e lanciato una campagna di crowdfunding mondiale –>http://www.louvresamothrace.fr/fr/#/remerciements;
– allestito un sito in cui comunicare tappa per tappa le operazioni di restauro in francese, inglese e giapponese –> http://www.louvresamothrace.fr/fr/#/etape;
– documentato il restauro con video non banali e fatti come Zeus comanda –>http://www.louvresamothrace.fr/fr/#/presentation;
– non c’è scritto da nessuna parte ma presumo che restauratori, studiosi e comunicatori siano stati tutti pagati e non ci siano tirocinanti o volontari ultratrentenni.

Applausi a loro.
Noi continuiamo pure a ripetere che “la cultura è il petrolio dell’Italia”, “l’Italia possiede millemila opere d’arte che il mondo ci invidia”, “nessuna nazione al mondo possiede più opere dell’Italia e gne gne gne”.
Anche se mi meraviglio, però, che ancora nessuno sia spuntato a rimarcare wannamarchianamente che di certo tra i restauratori ci sono degli italiani perché “L’Italia è l’ECCELLEEEEEENZA del restauro mondiale!”

Il primato italiano io lo vedrei pure nel modo in cui, per esempio, si affronta mediaticamente un’operazione analoga come il restauro del Colosseo (tralasciando polemiche, TAR, ricorsi e annessi e connessi perché di telenovelas magari parliamo un’altra volta).
Esiste in rete questo sitarello in cui gli “Amici del Colosseo” ci raccontano –  nel 2012 – cosa di bello intendono fare con/per/insieme a/nonostante l’Anfiteatro Flavio. Poi non ci hanno aggiornato più e meno male che sono amici, disciamo.
Sul sito della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, invece, un piccolo banner sulla colonna destra rimanda ad una pagina dedicata al suddetto restauro, che non ha un corrispettivo in inglese ed è aggiornata al 2011. Insomma, archeologia pure qui.
Il Mibact dal canto suo ha in rete due sezioni definite “Restauri in corso” e “Restauri in evidenza“, il che mi fa sospettare che il Colosseo non sia ontologicamente riconducibile a nessuna delle due cose perché non ne vedo traccia. Poi magari da qualche parte una sezione dedicata c’è, eh.
Però ecco se ci fossero dei tag sarebbe più semplice trovare informazioni ma, come di certo saprete, qua in Italia siamo medievisti mica informatici e la tassonomia non la possiamo esercitare né tantomeno pretendere.
Pax vobis.

nike

A Villa Medici col senno di poi

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Ieri sono tornata a Villa Medici, che avevo visitato già durante il dottorato con una minuziosa visita dedicata a ricci di statue e panneggi e archi di mignoli di piedi marmorei.
Un luogo clamoroso, non si discute.. e durante la passeggiata ho ricordato l’esperienza da studentessa, che fu vero privilegio ma che agli occhi miei e delle mie colleghe in quel momento era solo mal di piedi e ricerca spasmodica di un posto dove sedersi. Ci chiedevamo per quale motivo si volesse sottoporre mandrie di studenti a tale supplizio, perché infestare loro la vita con Niobe, che peraltro neanche vedemmo (o più probabilmente dormivo o tiravo giù Madonne contro l’Uomo della mia Vita che latitava) giacché mi sembra d’aver visto lei e i niobidi tra le frasche ieri per la prima volta, dopo centinaia di slide in aula.
E comunque pure lei a fare la sborona con Latona, Signore mio, ma statti zitta che lo sai che quelli sono dei e si incazzano.

 

villa_medici

 

La visita a Villa Medici era una tra le tante possibilità offerte dall’edizione 2014 di Open House Roma, evento annuale che in un solo week end consente l’apertura gratuita di centinaia di edifici notevoli per le peculiarità architettoniche e artistiche.

Andata e ritorno da Racale. “Oggi le cose succedono qui”

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Il ragù alla bolognese si fa con tre tipi di pomodoro diversi, sai? E ha bisogno di 2 ore sul fuoco per conto suo, ma devi dargli sempre un’occhiata”.

Simona Palese si allontana ogni tanto dalla nostra conversazione Skype per controllare la pentola, lasciando intravvedere dietro di sé una strepitosa carta da parati anni Settanta, i suoi strumenti di lavoro e la luce di un sabato pomeriggio di aprile a Racale, 39°parallelo nord. Una sintesi sincera della sua vita fatta di scelte controcorrente, senza pentimenti.

Come tanti, come quasi tutti, ha lasciato casa a 18 anni per andare a studiare.
Le piacesimona_palese scrivere, vuole che la radio ed il giornalismo abbiano un posto rilevante nella sua vita e dopo la laurea a Milano fa un passo verso sud e a Bologna si cala anima e corpo nel lavoro, proprio agli esordi della sciagurata stagione dell’atipicizzazione. Mentre vive di tre part time e coi primi contratti co.co.co. tra un mensile, una webagency e una casa di produzione di contenuti audio destinati a viaggiare sulle onde radio in tutta Italia, un suo curriculum lasciato in giro sul web viene notato: è l’occasione per rifare i bagagli, per un altro trasloco ancora più a sud e uno stage come advertising producer per Sky. A Roma lo sguardo attento e la sua puntigliosità in quegli anni sono anche dietro grandi produzioni Mediaset (Matrix, Il Senso della Vita, la Corrida), finché arriva un momento desiderato almeno una volta dalla maggior parte dei freelance, quello in cui “avrei potuto dire a mia nonna dove lavoravo e lei avrebbe capito”. Mamma Raichiama, lei accetta.

La nonna, a onor del vero, convintissima ancora non è perché in tv Simona non ce la vede mai e sarà necessaria una telefonata di Pippo Baudo di persona personalmente affinché la signora Filomena si convinca oltre ogni ragionevole dubbio.
Sembra tutto perfetto, eppure a un tratto Simona si accorge di vivere le emozioni e le soddisfazioni più intense solo fuori dalle mura dell’ufficio attraverso l’impegno sociale e politico, soprattutto con l’associazione antimafie daSud.
Seguivo eventi importanti come la Formula 1 e il Giro d’Italia, lavoravo con grandi professionisti e mi ritenevo davvero fortunata ma, sai che c’è, non mi sentivo mai al posto mio”.
Dopo un lungo disagio gli ingranaggi che le stridono nella mente si bloccano del tutto e, quando lo scontro tra il miraggio del posto fisso ormai concreto e la parte di lei che vuole cambiare e sperimentare diventa cruento, lo sguardo si rivolge al nord: aspettativa dal lavoro, vestiti pesanti e via ad Amsterdam, dove il contatto con l’ambiente estremamente dinamico e motivante scioglie ogni dubbio.

Con una buona dose di fiducia che sfocia nell’incoscienza, come le piace sempre ricordare, la ragazza con la valigia lascia il suo posto in viale Mazzini tra lo stupore generale con un biglietto di sola andata e si stabilisce in Olanda, dove dopo 20 giorni lavora già per Booking.com e le piace tutto, anche le parole che ingarbugliano la lingua. Il meteo no, quello non lo accetterà mai.

E vissero tutti felici e contenti, allora? Neanche per idea.
L’incontro più sconvolgente e determinante deve ancora avvenire. E come talvolta capita nei grandi romanzi è un amore al secondo sguardo che fa saltare il banco, l’acuirsi di un sentimento già profondo e dato fisiologicamente per scontato: quello verso la Puglia ed il Salento.
Daniele Errico, agronomo paesaggista, le chiede di collaborare alla stesura di un progetto per un bando regionale e la scoperta delle mappe di comunità le da’ l’occasione di interrogarsi profondamente e con occhi diversi sulla sua terra, su potenzialità, recupero della memoria per progettualità future, innovazione sociale. Il progetto, alla fine, non viene finanziato ma la ricerca le ha cambiato la vita.

Vivo tra stupori continui, perennemente al rialzo, una seconda salentinità molto diversa da quella genetica. Più matura e consapevole. Qui c’è tantissimo da costruire e immaginare e lo sforzo quotidiano di cogliere gli aspetti positivi e alimentare le reti è entusiasmante”.
2vertDopo l’esperienza estiva con un tour operator, Simona sente l’esigenza di costruire e fare impresa e lancia dueverticale, laboratorio di comunicazione. Uno space open, come lo chiama lei e non il contrario, spazio aperto e laboratorio dal basso diffuso che proprio in questi giorni lavora per portare in Puglia le più belle esperienze di economia collaborativa in Italia, per raccogliere idee e costruire spazi di co-working e co-living. Sui piatti della bilancia ci sono mostri urbani abbandonati e gente con idee e progetti innovativi ma senza spazi: perché allora non declinare nei dialetti di Puglia le soluzioni già sperimentate nel resto d’Italia?
Credo nella qualità del lavoro anche come miglioramento della qualità della vita, nella responsabilità sociale delle imprese e nella necessità di trasferire il significato del nostro impegno: dobbiamo passare da un sistema di competizione ad uno di cooperazione. Dieci anni fa le cose succedevano solo altrove. Oggi le cose succedono qui”.

 

simona_palese
Articolo scritto per il numero di Aprile 2014 di Impresa Metropolitana.  Mensile per le politiche aziendali, del management, del lavoro e del prodotto

Le foto sono di Dino Maglie.

Il Parco Archeologico di Metaponto sommerso dalla pioggia: le foto

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“Le piogge abbondanti dei giorni passati e lo straripamento delle acque del fiume Bradano” – spiega Ada Preite, segretario della sezione Basilicata dell’Associazione Nazionale Archeologi – “hanno provocato l’inondazione dell’intera area. Oggi restano visibili solo gli alzati di restauro del Tempio di Hera e dell’Ekklesiasterion/Teatro, mentre totalmente sommersi dalle acque sono i resti di tutti gli altri edifici pubblici, quali i templi di Apollo Lykaios, di Artemis e di Atena, e dei quartieri abitativi e produttivi. Un disastro che si ripete per la terza volta in circa cinque anni”

Metaponto sommersa

Il Parco Archeologico di Metaponto sommerso
Foto di Nunzia Armento 8.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Alzato di restauro del Tempio di Hera e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Alzato di restauro del Tempio di Hera e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Ekklesiasterion/Teatro e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Ekklesiasterion/Teatro e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

ebook: Twenty years after Malta: preventive archaeology in Europe and in Italy

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malta_archeologia_preventiva

 

 

“Twenty years after Malta: preventive archaeology in Europe and in Italy”, Atti del convegno svolto a Roma il 19 ottobre 2012 [PDF]

Scaricabile qui: http://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/I/libri/pdf/twenty_years_after_malta_26_09_2013web.pdf

ebook: New Eyes on the Old World

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Esri-e-book

Il GIS ci aiuta a capire il passato mentre si prepara per il futuro.
Gli archeologi, gli storici, e i responsabili delle risorse culturali comprendono l’importanza della geografia. Le sue variabili esercitano una forte influenza sul comportamento umano oggi, proprio come è successo nel passato. La Geografia influenza anche il grado in cui i siti storico-archeologici sono esposti all’impatto delle attività umane e delle forze naturali.

Il GIS facilita la mappatura per analizzare i modelli deposizionali, la catalogazione e quantificazione delle risorse culturali, fornendo uno strumento descrittivo e analitico ben strutturato per l’identificazione di modelli spaziali.

Non solo, il GIS è anche uno strumento prezioso per la protezione e la salvaguardia delle risorse culturali da trasmettere al futuro.

Nell’ e-book New Eyes on the Old World scaricabile gratuitamente qui, la ESRI illustra alcuni casi campione su questo tema.

(Fonte Esri)

http://www.esri.com/library/ebooks/new-eyes-on-the-old-world.pdf