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A Primavera ritorna una coppia famosa nelle strade di Roma

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A Villa Medici col senno di poi

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Ieri sono tornata a Villa Medici, che avevo visitato già durante il dottorato con una minuziosa visita dedicata a ricci di statue e panneggi e archi di mignoli di piedi marmorei.
Un luogo clamoroso, non si discute.. e durante la passeggiata ho ricordato l’esperienza da studentessa, che fu vero privilegio ma che agli occhi miei e delle mie colleghe in quel momento era solo mal di piedi e ricerca spasmodica di un posto dove sedersi. Ci chiedevamo per quale motivo si volesse sottoporre mandrie di studenti a tale supplizio, perché infestare loro la vita con Niobe, che peraltro neanche vedemmo (o più probabilmente dormivo o tiravo giù Madonne contro l’Uomo della mia Vita che latitava) giacché mi sembra d’aver visto lei e i niobidi tra le frasche ieri per la prima volta, dopo centinaia di slide in aula.
E comunque pure lei a fare la sborona con Latona, Signore mio, ma statti zitta che lo sai che quelli sono dei e si incazzano.

 

villa_medici

 

La visita a Villa Medici era una tra le tante possibilità offerte dall’edizione 2014 di Open House Roma, evento annuale che in un solo week end consente l’apertura gratuita di centinaia di edifici notevoli per le peculiarità architettoniche e artistiche.

Il Parco Archeologico di Metaponto sommerso dalla pioggia: le foto

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“Le piogge abbondanti dei giorni passati e lo straripamento delle acque del fiume Bradano” – spiega Ada Preite, segretario della sezione Basilicata dell’Associazione Nazionale Archeologi – “hanno provocato l’inondazione dell’intera area. Oggi restano visibili solo gli alzati di restauro del Tempio di Hera e dell’Ekklesiasterion/Teatro, mentre totalmente sommersi dalle acque sono i resti di tutti gli altri edifici pubblici, quali i templi di Apollo Lykaios, di Artemis e di Atena, e dei quartieri abitativi e produttivi. Un disastro che si ripete per la terza volta in circa cinque anni”

Metaponto sommersa

Il Parco Archeologico di Metaponto sommerso
Foto di Nunzia Armento 8.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Alzato di restauro del Tempio di Hera e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Alzato di restauro del Tempio di Hera e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Ekklesiasterion/Teatro e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Metaponto sommersa

Parco archeologico dell’area urbana di Metaponto. Ekklesiasterion/Teatro e area sommersa
Foto di Ada Preite 10.10.2013

Il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali

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Dagli sventramenti per aprire via dell’Impero al progetto di pedonalizzazione: quasi cent’anni in 850 metri di strada

Durante la sua campagna elettorale Ignazio Marino aveva inserito tra i punti forti del suo programma la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, preludio alla creazione del grande parco archeologico voluto da Ernesto Nathan, Antonio Cederna e Luigi Petroselli.
Cavallo di battaglia di un nutrito numero di candidati prima di lui e ciclicamente rispolverata nel corso degli anni da tecnici che ne hanno valutato la fattibilità, ma soprattutto da vari esponenti politici con il malcelato obiettivo di fare puramente notizia, la chiusura al traffico della strada è argomento che ben si presta a scatenare istantaneamente polemiche: da una parte i sostenitori della valorizzazione – termine orribile – affiancati dagli ambientalisti (molto utile risulta il dossier di Legambiente Lazio sul tema), dall’altra gli alfieri della modernizzazione della rete di trasporti romana, peraltro già protagonista di quotidiani collassi.
All’indomani dell’elezione il nuovo sindaco di Roma ha ripreso immediatamente la questione, dichiarando alla trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora” su Radio2 che il 15 agosto pedonalizzerà i Fori Imperiali.
Perché proprio il 15? Perché così non se ne accorge nessuno. Il 14 ci farò un giro con la mia Panda rossa e il giorno dopo pedonalizzeremo“.

via del foro romano

Via del Foro romano, chiusa da Luigi Petroselli per
completare la continuità dell’area archeologica dal Colosseo al Campidoglio.
Foto Archivio Riccardi ©

Demolire Roma per costruire la via dell’Impero
Com’è noto, la via dell’Impero fu aperta nel Ventennio spianando acriticamente, collina Velia compresa, tutto quanto si frapponesse all’ideale ricongiungimento tra la valle del Colosseo e la nuova piazza Venezia, in quella che Cederna definì “la triturazione di secoli di antichità stratificate“. Per ottenere la nuova passerella privilegiata per le parate militari, infatti, si procedette alla demolizione di «avanzi di dimore private estremamente ricche con portici e fontane, a partire dal penultimo secolo della repubblica; grandiose costruzioni in opera incerta conservate per tre piani di altezza; fondazioni colossali della Domus Aurea con straordinari pavimenti in paste vitree; sul versante del Colosseo, avanzi di una lunga strada lastricata scandita da file di taberne e da un poderoso muro di terrazzamenti ornato da nicchie; sul versante del Foro della Pace, resti di una fastosa costruzione del primo secolo con criptoportici e ninfei fin sulla sommità dell’altura (il braccio di uno di questi criptoportici, riattivato e ornato nel Rinascimento con lacunari in stucco e stemmi medicei). E cataste di marmi antichi, ammucchiati nel medioevo allo scopo di farne calcina».
Come ebbe a dire anche Lorenzo Quilici: «per avere un’idea delle devastazioni, è come se noi oggi tracciassimo una strada trasversalmente al Palatino sbancando tutto quello che si incontra, partendo dal terrazzamento severiano a specchio del Circo Massimo o dalla fronte della Domus Augustana».
La strada attuale va immaginata alla stregua di una passerella rialzata che divide quanto fino al 1932 era invece un unico tessuto urbano, pluristratificato e, soprattutto, abitato da migliaia di persone che furono sbattute fuori dalle proprie case e variamente ricollocate nelle nascenti borgate.
Per capire l’azione del piccone demolitore è molto interessante consultare il canale YouTube dell’Istituto Luce, che contiene una raccolta di cinegiornali chiamata appunto “Il piccone demolitore e risanatore della Roma fascista” che ricostruisce il progetto di Mussolini per la nuova Roma.

Il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali
La nuova proposta, si diceva: l’obiettivo è quello di procedere entro i primi 100 giorni di mandato, come riportato nel programma ufficiale della Lista Marino, alla chiusura al traffico e alla pedonalizzazione del tratto di via dei Fori Imperiali compreso tra via Cavour, angolo Largo Corrado Ricci, e piazza del Colosseo. Dopo l’intervento, lungo quel tratto di via dei Fori Imperiali transiteranno solo mezzi di trasporto pubblico, pedoni e biciclette.
L’attuazione di questa prima fase della pedonalizzazione vedrà l’installazione di un nuovo varco Ztl su via Cavour, in corrispondenza di via degli Annibaldi, cosa che consentirà anche di ampliare la Ztl alla porzione del rione Monti che oggi ne rimane esclusa, ovvero l’area compresa tra via Cavour, via dei Fori Imperiali e via degli Annibaldi, ovvero la strada che conduce da Monti al Colosseo.
Il traffico privato verrà indirizzato lungo l’itinerario via Cavour, via degli Annibaldi, via Nicola Salvi, mentre chi proviene dal vicino quadrante Piramide-Aventino verrà deviato su via Labicana. In questo modo, secondo gli autori del progetto, i mezzi di trasporto potranno continuare comunque a dirigersi sia verso l’Aventino che in direzione San Giovanni.
Per completare il progetto sarà necessario anche fluidificare tutti gli itinerari alternativi, attraverso il coordinamento dei semafori e altri piccoli interventi sulla viabilità, favorendo nondimeno il presidio sistematico e il controllo da parte della Polizia Municipale.

pedonalizzazione Fori Imperiali

Critiche, alternative, appoggi entusiastici
Un argomento così sottile provoca chiaramente la ricaduta di quantità importanti di commenti.
I professionisti dell’Associazione Nazionale Archeologi hanno salutato positivamente l’iniziativa e attendono “con trepidazione l’istituzione del parco archeologico urbano più grande al mondo“; Legambiente, già promotrice di una raccolta firme in favore della pedonalizzazione, definisce “ottima notizia” la prima uscita del neosindaco sul tema; blog d’opinione rilevanti sul territorio romano hanno fornito ipotesi alternative e su alcuni forum fioriscono critiche e perplessità.

L’unico ad avere le idee chiare in questo momento sembra essere, ça va sans dire, il mitico Arfio:

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Approfondimenti

Due mostre hanno raccontato la genesi di via dei Fori Imperiali:

L’invenzione dei Fori Imperiali. Demolizioni e scavi: 1924-1940 (Palazzo Caffarelli, 23/07 – 23/11/2008) e

Via dell’Impero. Nascita di una strada (Palazzo Caffarelli, 23/07 – 20/09/2009)

Cent’anni di solitudine | L’archeologia italiana tra ritardi legislativi e nuove sfide per la pianificazione territoriale

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1913-2013: CENT’ANNI DI SOLITUDINE”

L’archeologia italiana tra ritardi legislativi

e nuove sfide per la pianificazione territoriale

 

Tavola rotonda promossa dall’Associazione Nazionale Archeologi

in occasione del centenario dall’entrata in vigore del Decreto Regio

n. 363/1913 per le Antichità e le Belle Arti

 

Roma, Camera dei Deputati

Via del Seminario, Sala del Refettorio

5 Giugno 2013, ore 10.00-13.00

 

INVITATI:

Saluti istituzionali:

– on. Massimo Bray, Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo

– on. Giancarlo Galan, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione
 della Camera dei Deputati

– on. Manuela Ghizzoni, Vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione
della Camera dei Deputati

– on. sen. Andrea Marcucci, Presidente della Commissione Istruzione pubblica e Beni Culturali
del Senato

 

Intervengono:

– Mariarosaria Barbera, Soprintendente per i Beni Archeologici di Roma

– Salvo Barrano, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi

– Irene Berlingò, Presidente di Assotecnici

– Rita Borioni, Storica dell’Arte

– Alberto Magnaghi, Presidente della Società dei Territorialisti

– Luigi Malnati, Direttore Generale per le Antichità
del Ministero per i Beni e le 
Attività Culturali

– Marco Milanese, Ordinario di Archeologia Medievale, Università di Sassari

– Alessandro Pintucci, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi

– Christopher Smith, Direttore della British School at Rome

– Giuliano Volpe, Rettore dell’Università di Foggia e
membro del Consiglio Superiore
 dei Beni Culturali

 

Modera:

– Tsao Cevoli, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Associazione Nazionale Archeologi

 

Dibattito

Programma completo: http://www.archeologi.org/web/news.asp?id=905

1913-2013: CENT’ANNI DI SOLITUDINE

 

La piccola orchestra di Torpignattara. Ragazzi e musica, oltre le nazionalità

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Piccola Orchestra Torpignattara

 

Il 18 maggio il debutto al Centrale Preneste Teatro dopo un inverno di laboratori musicali settimanali.
Nel gruppo 15 ragazzi provenienti da 10 paesi differenti, immigrati di seconda generazione e italiani.

Che tutte le strade portino a Roma è ancora vero. E che la città e i suoi abitanti si scambino i respiri contaminandosi ogni giorno è sempre più evidente: dopo l’Orchestra di Piazza Vittorio, archetipo dei gruppi multietnici in Italia, l’Orchestra femminile del 41° parallelo, la Precharija Roma Orkestar, l’Orchestra Multietnica Garbatella e la Med Free Orkestra, a calcare le scene da oggi sarà un’orchestra multietnica romana composta da adolescenti.

UNO SPAZIO PER LA CONDIVISIONE MUSICALE E CULTURALE – Al termine di un inverno di laboratori musicali settimanali fiorisce a maggio la Piccola Orchestra di Torpignattara, composta da 15 ragazzi provenienti da 10 paesi differenti, immigrati di seconda generazione e italiani.

L’IDEA – Un’operazione ideata e diretta da Domenico Coduto, esperto di progettazione in ambito musicale e culturale che in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dell’ex VI Municipio (oggi V) e con il contributo della Fondazione Nando Peretti ha seguito una precisa ambizione, a tratti visionaria nel senso migliore del termine. “L’idea della Piccola Orchestra – dice Coduto – mi è venuta in mente semplicemente osservando la realtà: abito tra il Pigneto e Tor Pignattara, espressioni di Roma in continuo cambiamento e di cui troppo spesso si parla in forma negativa. Per me è invece palese la ricchezza derivante dalla contaminazione, così ho immaginato di creare uno spazio nel quale ragazzi italiani e immigrati di seconda generazione s’incontrassero per fare musica“. La ricerca dei musicisti in erba è avvenuta attraverso internet e il passaparola tra singoli ed associazioni così come accaduto undici anni fa per l’orchestra dell’Esquilino, al cui vicedirettore Pino Pecorelli è affidata la direzione musicale del progetto assieme al jazzista pugliese Livio Minafra.

IL LABORATORIO CREATIVO – “L’obiettivo della Piccola Orchestra non è prettamente musicale – precisa Pecorelli – ma didattico e sociale perché quando si lavora con gli adolescenti si toccano corde molto delicate. Non si tratta di alimentare il modello culturale in voga per cui a 12 anni si deve avere una presenza televisiva o capacità artistiche eccelse: la nostra idea è quella di una condivisione musicale tra persone già tutte italiane per nascita senza aspettare la legge, far capire loro attraverso la musica l’importanza dello stare assieme e di intraprendere un impegno comune. Un obiettivo per noi pienamente raggiunto”.

IL DISCO – Mentre si lavora già alla prossima edizione dei laboratori, la Piccola Orchestra di Tor Pignattara inciderà il suo primo disco che vedrà la collaborazione del rapper italo egiziano Amir Issaa. I ragazzi coinvolti nel progetto hanno avuto la possibilità di partecipare agli incontri settimanali concepiti in forma di laboratorio di composizione e improvvisazione, portando all’interno dell’orchestra le proprie esperienze, il proprio patrimonio sonoro, i gusti personali e i desideri. Una fusione di esperienze culturali e musicali ma anche un momento di formazione, educazione e crescita dedicato ai soggetti più deboli come gli immigrati e i loro figli che nel nuovo V Municipio rappresentano una fetta importante della popolazione residente.

Il pezzo è anche su PaeseSera del 18 maggio 2013