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Imagine felicità in Taksim Square

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turkey_taksim_pianoNon si possono analizzare in un post faceto le complesse ragioni politiche e sociali di #occupygezi, la protesta della popolazione turca contro il proprio governo. In estremissima sintesi, la contestazione di un progetto di «ammodernamento» che avrebbe comportato lo sradicamento di 600 alberi in Gezi Park ad Istanbul è divampata in breve in quotidiani e cruenti scontri di piazza, annaffiati da gas lacrimogeni e idranti. La polizia carica e uccide, il governo da’ la colpa ai social media, il premier Erdogan definisce çapulcu (vandali) i manifestanti ma farebbe meglio a guardarsi allo specchio prima di aprir bocca, le madri fanno da scudi umani ai figli, gli occupanti non cedono di un millimetro.

Poi arriva la notte.
Come se non bastasse la lezione di dignità e coraggio delle ore di luce, è di notte che la bellezza profonda si manifesta: la polizia in tenuta antisommossa le circonda, ma migliaia di persone se ne fottono e restano a suonare in piazza fino all’alba. Saranno le aure fioche degli smartphone o gli squarci improvvisi di luce delle videocamere che illuminano la folla, o forse le sirene blu dell’esercito che fanno da sfondo assolutamente inverosimile a quello che sembra essere un concerto estivo ma è forte l’impressione che la  “musica che unisce” qui non sia retorica ma si concretizzi intensamente.
E al mattino ricomincia la battaglia.

Per seguire le proteste:

Facebook: Diren Gezi ParkıTaksim Gezi Parkı Derneği
Twitter: OccupyGezi, hashtag #DirenGeziParki, #occupyGezi, #geziparki, #Taksim, #occupyTaksim
Streaming da piazza Taksim

Lui è Davide Martello, il pianista che la notte si esibisce a piazza Taksim.
È tedesco di genitori italiani, cosa che si deduce molto più dal video seguente che dal suo nome.

Felicità | Davide Martello in Taksim Square

Imagine – Let it be | Davide Martello in Taksim Square

 

Archeologhe ed Archeologi scendono in piazza | Roma, 15 Dicembre 2012

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Il documento di chiamata alla manifestazione è disponibile qui: http://www.archeologi.org/public/manifestazione_archeologi_2012.pdf

Grazie ad ANA Toscana (toscana[@]archeologi.org)
Per info trasporti, alloggio e cene convenzionate: manifestazione[@]archeologi.org

Taranto Libera – Artisti Uniti x Taranto

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Dall’altra parte c’è, chi vuole respirare…
dall’altra parte c’è, c’è chi dice che per lavorare non puoi morire…
Dall’altra parte c’è, la voglia di cambiare…
Dall’altra parte c’è, chi non ha più paura e ha il coraggio di gridare…
Libera, Taranto, libera, Taranto,
la speranza rinasce dal cielo
respiriamo il profumo di un nuovo futuro

 

Taranto Libera – Artisti Uniti x Taranto

Lu rusciu de lu mare

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N’a sira nde passai te le patule
e ‘ntisi le ranocchiule cantare.

Comu cantaenu bedgre ad una ad una
pariane lu rusciu te lu mare.

Lu rusciu te lu mare è tantu forte
la fija te lu re se t’ae la morte.

Idgrha se t’ ae la morte e jeu la vita
la fija te lu re sta se marita.

Idgrha sta se marita e jeu me ‘nzuru
la fija de llu re purtae nu fiuru.

Idgrha purtae nu fiuru e jeu n’a parma
la fija te lu re se nd’ ae alla Spagna.

Idgrha se nd’ ae alla Spagna e jeu ‘n Turchia
la fija te lu re la zita mia.

E vola vola vola palomba vola
ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare
e vola vola vola palomba mia
ca jeu lu core meu te l’aggiu tatu.

Una sera che passavo per le paludi
sentii delle ranocchie cantare.

Come cantavano belle ad una ad una
sembravano il mormorio del mare.

Il mormorio del mare è tanto forte
la figlia del re si dà la morte.

Ella si dà la morte ed io la vita
la figlia del re ora si marita.

Ella si marita ed io mi sposo
la figlia del re porta un fiore.

Ella porta un fiore ed io una palma
la figlia del re parte per la Spagna.

E le se ne va in Spagna ed io in Turchia
la figlia del re è la fidanzata mia.

E vola vola vola colomba vola
che io il cuore mio te le devo dare

e vola vola vola colomba mia
che io il cuore mio te l’ho già dato.

Tra le grate del cuore (Grades do coração)

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Sai quando ascolti due note e tutto ciò che hai davanti sparisce,
ti trovi di nuovo nel posto in cui le hai sentite la prima volta?
Vedi la luce che filtra dalle fessure della veneziana, i piedi nudi sulla scala a chiocciola di legno,
l’aria di primavera che faceva miagolare i gatti in cortile.
Pensavo fosse amore e invece era gastrite.
Ma qualcosa di buono è rimasto.