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Mamma, archeologa e anche no.

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Auguri a chi si divide tra biberon e scarpe antinfortunistiche,

a chi va in cantiere col pancione e a chi ci vorrebbe andare ma non può.

Alle archeologhe che fanno da babysitter ai bimbi delle colleghe al lavoro,

a quelle che hanno dovuto cambiare vita ma hanno ancora la pelle d’oca quando sentono l’odore di

erba e terra bagnata, a chi ha lasciato secchi e stazione totale senza rimpianti.

Buona festa alle mamme delle archeologhe e a chi figli non ne ha e nemmeno ci pensa,

perché la maternità è scelta personale e consapevole anche se qualcuno vuole farci credere il contrario.

 

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Trovato il tempio di Quirino? | Temple of Quirinus Found?

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Trovato il tempio di Quirino a Roma?

rogueclassicism

Assorted outlets in the Italian press are mentioning the excavation of a sculpture, identified as a maenad, from a depth of 27 metres, on the Quirinal. It is thought to date from the third century A.D. and archaeologists involved in the dig think they have found the site of the Temple of Quirinus and are sitting on a “gold mine”. This appears to be adding weight to Andrea Carandini’s suggestion some five years ago that the temple’s remains were in the gardens of the Quirinal Palace (see: Temple of Quirinus?).  It would have been kind of nice if they had held off the original reporting of this (on February 14th) to February 17th, which would have coincided with the ancient date of the Quirinalia, which presumably would have happened in the area as well, but oh well …

Il Messagero has the best coverage, including  brief (unembeddable, alas) video…

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Dio è morto.

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Dio è morto“.

È stata la prima cosa che ho pensato quando l’ho scoperto.
E non credo proprio sia un’esagerazione.

Ho un Mac e un iPhone (anche un enorme iPod, ora che ci penso: comprato un’era geologica fa con il mio primo stipendio) ma non mi ritengo una fanatica dei prodotti di Cupertino.
Per intenderci, non passerei tre ore in un Apple store alienandomi da ogni stimolo esterno.

Ma sono convinta che il contributo di Steve Jobs al mondo moderno sia un elemento ancora imponderabile, molto più esteso di quanto noi riusciamo a immaginare pur nella sua glorificazione.

Non siamo nativi digitali in senso stretto, eppure è assolutamente comune per noi sfiorare una tastiera e scoprire cosa sta facendo qualcuno in Alabama.
Nella quotidianità, forse, abbiamo smaltito alla velocità della luce (ops, del neutrino) la meraviglia prodotta dalla scoperta di queste possibilità comunicative.
Ce ne siamo assuefatti in una rincorsa costante al ‘più veloce’, ‘più nuovo’, ‘più bello’ (cui lo stesso Jobs ha tirato la volata) non fermandoci più di un attimo a considerare il prodigio.

Una rivoluzione silenziosa, che ha inciso gli strati profondi della nostra scheda madre: l’evoluzione ci è passata addosso, investendoci e cambiandoci, in un battito di ciglia. Da homo sapiens sapiens a iHomo.
Siamo abituati a pensare ai geni e ai grandi pensatori come giganti polverosi ritratti nei dipinti, al massimo gracchianti in riprese tv in bianco e nero dei tempi eroici. E la differenza oggi, ancora una volta, è nel mezzo: di lui avremo le foto, i video delle presentazioni e di quel ‘Stay hungry, stay foolish’ cheormaisenonlocondividinonseinessuno.

C’è un mondo ante Steve Jobs e un altro post Steve Jobs.
E noi siamo stati testimoni del cambiamento.

 

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Polvere e πόλις

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Insomma, è una settimana densa densa di emozioni.

Dopo la glorificazione delle truccatrici Rai (God save Mrs. Graziella) che mi hanno fatta apparire circonfusa di luce
e occhioazzurrata come non mai a mezzogiorno su raitre, è stato il turno di un incontro promosso da Sel I Municipio
presso la sala Margana.

Il tour mediatico continua domani, con la VI Conferenza degli Assessori alla Cultura e al Turismo d’Italia.

Che c’entro io?
È un’ottima domanda.

La risposta potrebbe essere che con i nostri interventi abbiamo sollevato tanta polvere negli ultimi mesi
da costringere la società civile a voltarsi e guardare nella nostra direzione.
E forse che siamo diventati un soggetto politico, nel senso originario del termine.

La polvere prima o poi cadrà e si poserà di nuovo in terra.
Noi ci trovate lì, in piedi, e non molliamo di un millimetro.

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12 settembre

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C’è un 11 settembre per tutti, uno spartiacque tra la vita che hai conosciuto
e quella che ti accompagnerà da lì in poi.

Tra i sogni che hai avuto e quelli che farai.

Per consumare il dolore,
accertare il fallimento,
fermarsi un attimo a respirare perché il peso sul cuore è diventato insostenibile.

Ma poi c’è un 12 settembre. Per fortuna.

A vida sempre continua.

 

 

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