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Andata e ritorno da Racale. “Oggi le cose succedono qui”

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Il ragù alla bolognese si fa con tre tipi di pomodoro diversi, sai? E ha bisogno di 2 ore sul fuoco per conto suo, ma devi dargli sempre un’occhiata”.

Simona Palese si allontana ogni tanto dalla nostra conversazione Skype per controllare la pentola, lasciando intravvedere dietro di sé una strepitosa carta da parati anni Settanta, i suoi strumenti di lavoro e la luce di un sabato pomeriggio di aprile a Racale, 39°parallelo nord. Una sintesi sincera della sua vita fatta di scelte controcorrente, senza pentimenti.

Come tanti, come quasi tutti, ha lasciato casa a 18 anni per andare a studiare.
Le piacesimona_palese scrivere, vuole che la radio ed il giornalismo abbiano un posto rilevante nella sua vita e dopo la laurea a Milano fa un passo verso sud e a Bologna si cala anima e corpo nel lavoro, proprio agli esordi della sciagurata stagione dell’atipicizzazione. Mentre vive di tre part time e coi primi contratti co.co.co. tra un mensile, una webagency e una casa di produzione di contenuti audio destinati a viaggiare sulle onde radio in tutta Italia, un suo curriculum lasciato in giro sul web viene notato: è l’occasione per rifare i bagagli, per un altro trasloco ancora più a sud e uno stage come advertising producer per Sky. A Roma lo sguardo attento e la sua puntigliosità in quegli anni sono anche dietro grandi produzioni Mediaset (Matrix, Il Senso della Vita, la Corrida), finché arriva un momento desiderato almeno una volta dalla maggior parte dei freelance, quello in cui “avrei potuto dire a mia nonna dove lavoravo e lei avrebbe capito”. Mamma Raichiama, lei accetta.

La nonna, a onor del vero, convintissima ancora non è perché in tv Simona non ce la vede mai e sarà necessaria una telefonata di Pippo Baudo di persona personalmente affinché la signora Filomena si convinca oltre ogni ragionevole dubbio.
Sembra tutto perfetto, eppure a un tratto Simona si accorge di vivere le emozioni e le soddisfazioni più intense solo fuori dalle mura dell’ufficio attraverso l’impegno sociale e politico, soprattutto con l’associazione antimafie daSud.
Seguivo eventi importanti come la Formula 1 e il Giro d’Italia, lavoravo con grandi professionisti e mi ritenevo davvero fortunata ma, sai che c’è, non mi sentivo mai al posto mio”.
Dopo un lungo disagio gli ingranaggi che le stridono nella mente si bloccano del tutto e, quando lo scontro tra il miraggio del posto fisso ormai concreto e la parte di lei che vuole cambiare e sperimentare diventa cruento, lo sguardo si rivolge al nord: aspettativa dal lavoro, vestiti pesanti e via ad Amsterdam, dove il contatto con l’ambiente estremamente dinamico e motivante scioglie ogni dubbio.

Con una buona dose di fiducia che sfocia nell’incoscienza, come le piace sempre ricordare, la ragazza con la valigia lascia il suo posto in viale Mazzini tra lo stupore generale con un biglietto di sola andata e si stabilisce in Olanda, dove dopo 20 giorni lavora già per Booking.com e le piace tutto, anche le parole che ingarbugliano la lingua. Il meteo no, quello non lo accetterà mai.

E vissero tutti felici e contenti, allora? Neanche per idea.
L’incontro più sconvolgente e determinante deve ancora avvenire. E come talvolta capita nei grandi romanzi è un amore al secondo sguardo che fa saltare il banco, l’acuirsi di un sentimento già profondo e dato fisiologicamente per scontato: quello verso la Puglia ed il Salento.
Daniele Errico, agronomo paesaggista, le chiede di collaborare alla stesura di un progetto per un bando regionale e la scoperta delle mappe di comunità le da’ l’occasione di interrogarsi profondamente e con occhi diversi sulla sua terra, su potenzialità, recupero della memoria per progettualità future, innovazione sociale. Il progetto, alla fine, non viene finanziato ma la ricerca le ha cambiato la vita.

Vivo tra stupori continui, perennemente al rialzo, una seconda salentinità molto diversa da quella genetica. Più matura e consapevole. Qui c’è tantissimo da costruire e immaginare e lo sforzo quotidiano di cogliere gli aspetti positivi e alimentare le reti è entusiasmante”.
2vertDopo l’esperienza estiva con un tour operator, Simona sente l’esigenza di costruire e fare impresa e lancia dueverticale, laboratorio di comunicazione. Uno space open, come lo chiama lei e non il contrario, spazio aperto e laboratorio dal basso diffuso che proprio in questi giorni lavora per portare in Puglia le più belle esperienze di economia collaborativa in Italia, per raccogliere idee e costruire spazi di co-working e co-living. Sui piatti della bilancia ci sono mostri urbani abbandonati e gente con idee e progetti innovativi ma senza spazi: perché allora non declinare nei dialetti di Puglia le soluzioni già sperimentate nel resto d’Italia?
Credo nella qualità del lavoro anche come miglioramento della qualità della vita, nella responsabilità sociale delle imprese e nella necessità di trasferire il significato del nostro impegno: dobbiamo passare da un sistema di competizione ad uno di cooperazione. Dieci anni fa le cose succedevano solo altrove. Oggi le cose succedono qui”.

 

simona_palese
Articolo scritto per il numero di Aprile 2014 di Impresa Metropolitana.  Mensile per le politiche aziendali, del management, del lavoro e del prodotto

Le foto sono di Dino Maglie.